Il professor Skinner è uno psicologo sperimentale, e il suo trattato su Scienza e comportamento umano si basa saldamente sui fatti.
Purtroppo i fatti si riducono a una classe così ristretta che quando alla fine egli tenta di generalizzare, le sue conclusioni sono vaghe e lontane dalla realtà quanto quelle del teorico vittoriano. È inevitabile; perché il professor Skinner è indifferente quasi quanto Herbert Spencer alle forze fisiologiche, come le chiama William James. Dei fattori genetici che determinano il comportamento umano, egli si sbriga in meno d’una pagina. Nel suo libro non c’è accenno alle scoperte della medicina costituzionale, né della psicologia costituzionale, in base alle quali (e ad esse soltanto, per quanto ne so io) sarebbe possibile scrivere una biografia completa e realistica di un individuo in rapporto agli eventi maggiori della sua esistenza: corpo, temperamento, doti intellettuali, ambiente immediato momento per momento, tempo, luogo, cultura. Una scienza del comportamento umano è come una scienza del moto in astratto: necessaria, ma per sua natura del tutto inadeguata ai fatti. Prendete un aquilone, un razzo, un frangente. Tutti e tre illustrano le medesime leggi fondamentali del movimento, ma le illustrano in modi diversi, e le differenze contano almeno quanto le identità. Lo studio del movimento, in sé, non può dirci quasi nulla sull’oggetto che, in qualsiasi determinato caso, si muove. Allo stesso modo lo studio del comportamento, in sé, non può dirci quasi nulla sul corpo e sulla mente di un individuo che, in un qualsiasi momento particolare, stia mostrando il suo comportamento.
Però la conoscenza del corpo e della mente, per noi che di mente e di corpo siamo fatti, ha importanza somma. Non solo: osservazione ed esperienza ci insegnano che le differenze fra i singoli individui sono enormi e che alcuni di essi possono influenzare profondamente, e di fatto lo influenzano, il loro ambiente sociale. Su quest’ultimo punto Bertrand Russel è d’accordo con William James, e con tutti, aggiungerei, tranne che coi rappresentanti dello scientismo alla maniera di Spencer o dei behavioristi. Secondo Russell le cause del mutamento storico son di tre tipi: mutamenti economici, teorie politiche, individui importanti. «Io non credo» dice il Russell «che alcuna di queste cause possa ignorarsi, o ridursi ad effetto d’una causa d’altro tipo.» Così, se Bismarck e Lenin fossero morti bambini, il nostro mondo sarebbe assai diverso da quel che è, grazie anche a Bismarck e a Lenin. «La storia non è ancora scienza; si può farla sembrare scientifica ricorrendo al falso e all’omissione.» Nella vita reale, nella vita vissuta di tutti i giorni, non si può escludere l’individuo. Solo in teoria il suo contributo pare ridursi a zero; in pratica l’individuo è importantissimo. In questo mondo, quando un lavoro è compiuto, chi in realtà l’ha compiuto? Di chi sono gli occhi e le orecchie che percepiscono, di chi la corteccia cerebrale che pensa, chi ha i sentimenti che motivano, la volontà che supera gli ostacoli? Di certo non l’ambiente sociale, perché un gruppo non è un organismo, ma solo una cieca organizzazione inconscia. Tutto quel che si fa entro la società è opera degli individui. Naturalmente, su questi individui si esercita l’influenza profonda della cultura, dei tabù, della morale vigente, delle nozioni, buone e cattive, tramandate dal passato e conservate in un corpus di tradizioni orali o di letteratura scritta; ma tutto quel che l’individuo prende dalla società (o meglio, se vogliamo essere più precisi, tutto quello che prende da altri individui associati in gruppi, o dall’assieme dei simboli registrati da altri individui, vivi o morti) sarà da lui usato in un suo modo unico: suoi i sensi, sua la struttura biochimica, suo il fisico e il temperamento, suo e di nessun altro.
Medicina costituzionale: Branca della medicina (e della psicologia) che studia le relazioni tra la struttura fisica (morfologia), le funzioni fisiologiche e le caratteristiche psicologiche o comportamentali di un individuo, sostenendo che il temperamento è radicato nella biologia innata.
Scientismo: Atteggiamento intellettuale che considera le metodologie delle scienze fisiche e naturali come le uniche valide per acquisire conoscenza in ogni campo, inclusi quelli umani e sociali, portando spesso a riduzionismi che ignorano la complessità e l’unicità dell’esperienza soggettiva.
Tabù: Divieto sacro o sociale, spesso non scritto ma fortemente interiorizzato, che proibisce determinati comportamenti, parole o contatti all’interno di una cultura, influenzando profondamente l’agire individuale anche a livello inconscio.
Ritorno al mondo nuovo
Educazione alla libertà
Traduzione di Luciano Bianciardi
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Inseguire il miraggio del desiderio ⋯
Il desiderio è una trappola: vogliamo ciò che il Grande Altro ci mette davanti, un miraggio che si allontana mentre noi corriamo.
Slavoj Žižek Il grande Altro. Nazionalismo, godimento, cultura di massa
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La sete europea di metalli preziosi ⋯
Prima delle scoperte geografiche, l'Europa soffriva di una cronica fame di metalli preziosi, essenziali per regolare i commerci con l'Oriente, da cui importava beni di lusso pagati in oro e argento, causando un deflusso costante di ricchezza.
Carlo M. Cipolla Storia economica dell'Europa pre-industriale
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Una donna deve avere denaro e una stanza tutta per sé se vuole scrivere romanzi
Virginia Woolf Una stanza tutta per sé
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L'abuso del libero arbitrio ⋯
Dio, nella sua infinita saggezza e giustizia, ha concesso alle creature razionali il libero arbitrio, ma la scelta di abusare di tale libertà, voltando le spalle al bene supremo, porta inevitabilmente a conseguenze conformi alla natura di tale deviazione, ossia alla separazione e alla sofferenza.
John Milton De doctrina christiana
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Inconsistenza biologica della razza ⋯
Il concetto di razza non ha fondamento scientifico: le differenze genetiche tra gruppi umani sono minime rispetto all'unità biologica della specie. Il razzismo è costruzione culturale funzionale a giustificare disuguaglianze di potere, non riflesso di realtà biologiche oggettive.
Claude Lévi-Strauss Razza e storia
Antropologia, Sociologia
La costituzione umana di Sheldon W.H. (Titolo originale: The Varieties of Human Physique)
L’autore cita esplicitamente la medicina costituzionale e la psicologia costituzionale come chiavi mancanti nella visione di Skinner. Sheldon è il pioniere di questo campo, classificando i temperamenti umani in base alla struttura fisica (endomorfo, mesomorfo, ectomorfo). Leggere questo libro offre il substrato scientifico per capire l’insistenza dell’autore sul fatto che corpo e mente siano unici e determinanti per il comportamento, offrendo una base biologica concreta alla difesa dell’individualità.
Storia della filosofia occidentale di Bertrand Russell
Poiché Russell è citato come autorità che riconosce il ruolo dell’individuo nella storia (accanto alle cause economiche e politiche), questo suo capolavoro è il riferimento ideale. Russell analizza come il pensiero dei singoli filosofi abbia plasmato le epoche, dimostrando nella pratica storiografica la sua teoria: le idee non nascono dal vuoto sociale, ma da menti specifiche che influenzano il corso degli eventi. È una lettura che bilancia perfettamente il determinismo storico con l’agire umano.
Il mito della macchina di Lewis Mumford
Un saggio potente che critica la visione meccanicistica dell’uomo e della società, simile a quella contestata nel testo. Mumford attacca l’idea che la tecnologia e l’organizzazione sociale siano forze autonome che schiacciano l’individuo, sostenendo invece che la creatività umana è la vera fonte del progresso. Il libro dialoga con la critica allo scientismo di Spencer e Skinner, riaffermando che tutto quel che si fa entro la società è opera degli individui.






















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