
Vivere… Ma quando la sì racconta la vita, tutto cambia. Soltanto ch’è un cambiamento che nessuno rileva: la prova ne è che si parla di storie vere. Come se potessero esservi storie vere; gli avvenimenti si verificano in un senso e noi li raccontiamo in senso inverso. Sembra che si cominci dal principio: «Era una bella serata dell’autunno 1922. Io ero scrivano di un notaio a Marommes». E in realtà si è cominciato dalla fine. La fine è lì, invisibile e presente, ed è essa che dà a queste poche parole l’enfasi e il valore d’un inizio: «Passeggiavo, ero uscito dal villaggio senza accorgermene, pensavo ai miei imbarazzi finanziari». Questa frase, presa semplicemente per quello che è, vuol dire che questo tale era assorto, afflitto, a mille miglia da un’avventura, precisamente in quel particolare stato d’animo nel quale sì lasciano passare gli avvenimenti senza vederli. Ma la fine è lì presente a trasformare tutto. Per noi questo tipo è già l’eroe della storia. La sua tetraggine, i suoi imbarazzi finanziari sono ben più preziosi dei nostri, sono tutti indorati dalla luce delle
passioni future. Ed il racconto prosegue a ritroso: gli istanti hanno cessato d’ammucchiarsi a casaccio gli uni sopra gli altri, sono ghermiti dalla fine della storia che lì attira, e ciascuno di essi attira a sua volta l’istante che lo precede: «Annottava, la strada etc deserta». La frase è gettata là, negligentemente, ha un’apparenza superflua, ma noi non ci lasciamo ingannare e la mettiamo da parte: è un’informazione di cui comprenderemo il valore in seguito. Ed abbiamo la sensazione che l’eroe ha vissuto tutti i particolari di questa notte come presagi, come promesse, o anche ch’egli abbia vissuto soltanto quelli che erano promesse, cieco e sordo per tutto ciò che non annunciava l’avventura. Dimentichiamo che l ‘avvenire non c’era ancora; quel tale passeggiava in una notte senza presagi, che gli offriva alla rinfusa le sue ricchezze monotone, ed egli non sceglieva. Avrei voluto che i momenti della mia vita si susseguissero e s’ordinassero come quelli d’una vita che si rievoca. Sarebbe come tentar d’acchiappare il tempo per la coda.
Sembra che si cominci dal principio
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