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In un certo senso, più ci avviciniamo alla genialità e più ci avviciniamo alla follia.

  — Karl Friston

Chi non ha mai avuto la sensazione che qualcosa di importante, come una specie di una rivelazione, ci stia invadendo l’anima, senza sapere perché? Ciò che Karl Friston e altri neuroscienziati stanno scoprendo ora, è che il cervello sia equivalente ad un centro di calcolo delle probabilità: produce previsioni plausibili per combinarle con i dati ricevuti dall’esterno; poi fa una composizione del luogo, o mente locale, e prende una decisione che presumibilmente più gli si adatta. Durante questo processo il cervello usa il sentimento del caos, come l’emozione di quello che sembra essere quasi impossibile, per poi rimanere con una nuova realtà, trasformata. Non è qualcosa di diverso di quello che i bambini fanno sulla spiaggia quando accumulano granelli di sabbia per fare dei castelli che prima o poi collassano. E questo spiega perché c’è pochissima distanza tra il genio, da un lato, e la follia dall’altro: il genio e il folle hanno la capacità, entrambi, di generare nuove ipotesi, perché possono staccare dalle regole e generare associazioni che altri non possono. La differenza tra i due è che le previsioni del genio si inquadrano con la realtà e quelle del folle, no.

Crediti
 • Eduard Punset •
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