Senza commedia non c'è tragedia

Io me ne guardo bene dal deridere le passioni solo perché per quel che mi riguarda sarebbero spente, su questa cosa dell’amore sessuale e dell’altro che- non- c’è e non c’è mai stato a farti compagnia non è semplice mettere un punto fermo e sigillare il diario, più gli istinti trasecolano e collassano più la mente si infiamma, si scatena, dilaga, distrugge ogni fortezza-sepoltura finale, e i più barbari onirismi a occhi aperti, rigurgitanti di siero inedito, imprevedibile e osceno oltre ogni tua propria e volontaria immaginazione, riaprono da un baleno all’altro ferite che credevi chiuse, ti umiliano, ti torturano, ti terrorizzano, ti tormentano ridendo di te e della tua supposta serenità raggiunta, ti fanno pentire di non essere morto e di essere stato costretto a rinascere troppe, troppe volte in una stessa vita e, non conoscendo né pietà né età, ti riportano come se nulla fosse al centro del dolore: aver avuto un’infanzia e una gioventù, una famiglia e un prossimo da incubo…
…sebbene poi per la costruzione della morale della favola una storia valga l’altra, qualcuno deve farti un male irreparabile per avere qualcosa con cui gingillarsi nella vita tipo ripararlo e per avere qualcuno su cui scaricare le colpe, per non parlare della comodità di avere anche tu la tua bella storia da raccontarti raccontandola, e senza quel male o uno simile, che ti ha dato una coscienza del bene ideale sottraendoti e perciò falsa o distorta e auto assolutoria di tutto il male che hai fatto tu agli altri, non avresti l’identità che hai e che ti piace tanto, che ti fa sentire così interessante, così unico, così speciale che, a trovare la penna che lo faccia per te, potresti scriverci su un romanzo tratto da un fatto realmente accaduto, come se non fossero accaduti anche quelli inventati di sana pianta, che poi sono quasi sempre gli stessi realmente accaduti quando ti metti a raccontarteli, perché senza finzione non c’è autenticità e senza commedia non c’è tragedia e senza interpretazione non c’è fatto, e l’unica favola è la favola della morale, massimamente la tua.

Crediti
 • Aldo Busi •
 • Pinterest • Auguste Rodin  •  •

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