Che gli strumenti della produzione ed il capitale siano detenuti dall’attuale minoranza di possidenti o lo siano invece dallo Stato, dalla collettività o dalla comunità, le conseguenze non mutano per l’individuo ugualmente dipendente nell’uno come nell’altro caso. Col trasferirsi dei monopoli e dei privilegi dai «trust» capitalistici alla collettività, le condizioni dell’individuo non cambiano poiché egli rimane tuttavia privo di risorse come per lo innanzi. In luogo d’essere dominato economicamente dalla minoranza capitalista, egli lo è dall’insieme comunista. In proprio egli nulla possiede. È uno schiavo. Il comunismo non è altro che la dottrina del monopolio applicata dal popolo anziché dai monopolisti. È l’insieme sociale divenuto, per il proprio tornaconto, il supremo sfruttatore delle forze e delle energie individuali, al posto della minoranza dei privilegiati. Che cos’è in sintesi, il comunismo? Un sistema economico per mezzo del quale tutte le ricchezze naturali e tutti i prodotti del lavoro, forniti da ciascuno «secondo le proprie forze», sono distribuite a ciascuno «secondo i propri bisogni», per mezzo di un meccanismo prestabilito, da un ufficio di statistica centralizzatore col metodo della «messa e presa nel mucchio». […] Che cos’ha di anarchico questo sistema? Esso non è che collettivismo dissimulato, attenuato, reso in apparenza più liberale. Si esamini il comunismo per ogni verso, si arriverà pur sempre ad un punto in cui, volente o nolente, l’individuo dovrà sacrificarsi alla Collettività o alla Democrazia comunista.
La costruzione della propria città ⋯
Ogni uomo è un cittadino di una città che deve costruire con il suo pensiero e le sue azioni
Jean-Jacques Rousseau Il contratto sociale
Illuminismo, Filosofia politica, Saggistica
La paura di perdere un amore trovato ⋯
C'è una ragione se dicevo che sarei stata felice da sola. Non è perché pensassi che sarei stata felice da sola. Era perché pensavo che se avessi amato un uomo e poi fosse finita, potevo non farcela. È più facile stare da soli. Perché, se impari che hai bisogno dell'amore e poi non lo hai? E se ti piace e ti appoggi ad esso? Se fondi la tua vita su di esso e poi tutto crolla? Potresti sopravvivere a un dolore del genere? Perdere l'amore è come una lesione fisica, è come morire. L'unica differenza è che la morte è un attimo. E questo può andare avanti per sempre.
Shonda Rhimes Grey's Anatomy
Sceneggiatura, Dramma televisivo, Riflessione
Un'utopia di lavoro e dignità ⋯
Rifacciamo le terre e il lavoro, perché solo così i mendichi troveranno dignità invece di catene
Tommaso Campanella La città del Sole
Filosofia, Utopia, Trattato politico
Una libertà che è solo un'ombra ⋯
Il liberalismo moderno parla di diritti, ma serve le élite, svuotando la democrazia e lasciando le masse in una libertà che è solo un'ombra.
Christopher Lasch La ribellione delle élite e il tradimento della democrazia
Critica sociale, Sociologia, Saggio politico
Il flusso incessante dell'esistenza ⋯
Tutto scorre (panta rhei).
Giovanni Reale Storia della filosofia greca e romana
Filosofia antica, Storia della filosofia, Metafisica
La fattoria degli animali di George Orwell
Questo romanzo allegorico critica aspramente il comunismo e i regimi totalitari attraverso la storia di animali che si ribellano ai loro padroni umani. La fattoria, inizialmente fondata su principi di uguaglianza, si trasforma gradualmente in una dittatura spietata sotto la guida dei maiali, rivelando come il potere possa corrompere e come le ideologie rivoluzionarie possano degenerare in nuove forme di oppressione. L’opera è un monito contro la tirannia e la manipolazione, evidenziando il tradimento degli ideali di libertà e giustizia per l’interesse di pochi.
1984 di George Orwell
Un distopico classico che dipinge un futuro in cui un regime totalitario, il Grande Fratello, controlla ogni aspetto della vita dei cittadini attraverso la sorveglianza costante, la manipolazione della verità e la repressione del pensiero individuale. Il protagonista, Winston Smith, cerca di ribellarsi a questo sistema oppressivo, scoprendo però la futilità della sua lotta contro un potere assoluto che non lascia scampo. Il romanzo è una potente critica ai pericoli del totalitarismo e della perdita della libertà personale, mostrando un mondo senza speranza dove l’individualità è annientata.
Arcipelago Gulag di Aleksandr Isaevič Solženicyn
Questa monumentale opera documenta il sistema dei campi di lavoro forzato sovietici, i Gulag, attraverso testimonianze dirette e ricerche approfondite. Solženicyn smaschera la brutalità e l’ingiustizia del regime comunista, rivelando la sofferenza di milioni di individui imprigionati e sterminati. Non è solo una denuncia storica, ma anche una profonda riflessione sulla natura del male, sulla resilienza umana e sull’importanza della memoria per prevenire future atrocità. Il libro è un atto d’accusa incrollabile contro la barbarie e un appello alla coscienza universale, mostrando il lato oscuro della collettività.

























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