⋯ Tina Sgrò ⋯
Tutta la critica e tutta l’analisi letteraria consistono, essenzialmente a partire dal XIX secolo, in uno studio dell’opera per scoprire attraverso questa il volto dell’autore, le forme assunte dalla sua vita mentale e sentimentale, la sua individualità concreta e storica. Vi fu un’epoca nella quale leggere Madame Bovary significava capire chi fosse Flaubert. Ma quello che ha fatto valere, ancora prima dello strutturalismo, questo eccellente scrittore che è Maurice Blanchot, è il fatto che in realtà un’opera non è assolutamente la forma di espressione di un’individualità particolare. L’opera comporta sempre, per così dire, la morte dell’autore. Si scrive solo per scomparire nello stesso tempo. L’opera esiste in un certo senso in se stessa, come flusso nudo e anonimo del linguaggio, ed è questa esistenza anonima e neutra del linguaggio di cui adesso bisogna occuparsi. L’opera si compone di alcuni rapporti all’interno del linguaggio stesso. È una struttura particolare nel mondo del linguaggio, nel discorso e nella letteratura.

Crediti
 • Michel Foucault •
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