Si scrive per scomparire
Tutta la critica e tutta l’analisi letteraria consistono, essenzialmente a partire dal XIX secolo, in uno studio dell’opera per scoprire attraverso questa il volto dell’autore, le forme assunte dalla sua vita mentale e sentimentale, la sua individualità concreta e storica. Vi fu un’epoca nella quale leggere Madame Bovary significava capire chi fosse Flaubert. Ma quello che ha fatto valere, ancora prima dello strutturalismo, questo eccellente scrittore che è Maurice Blanchot, è il fatto che in realtà un’opera non è assolutamente la forma di espressione di un’individualità particolare. L’opera comporta sempre, per così dire, la morte dell’autore. Si scrive solo per scomparire nello stesso tempo. L’opera esiste in un certo senso in se stessa, come flusso nudo e anonimo del linguaggio, ed è questa esistenza anonima e neutra del linguaggio di cui adesso bisogna occuparsi. L’opera si compone di alcuni rapporti all’interno del linguaggio stesso. È una struttura particolare nel mondo del linguaggio, nel discorso e nella letteratura.

Crediti
 Michel Foucault
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Quotes per Michel Foucault

L'uomo si volatilizza man mano che lo si bracca nelle sue profondità.

Suppongo che in ogni società la produzione del discorso è insieme controllata, selezionata, organizzata e redistribuita tramite un certo numero di procedure che hanno la funzione di scongiurarne i poteri e i pericoli, di padroneggiarne l'evento aleatorio, di schivarne la pesante, temibile materialità. In una società come la nostra si conoscono, naturalmente, le procedure d'esclusione. La più evidente, ed anche la più familiare, è quella dell'interdetto. Si sa bene che non si ha il diritto di dir tutto, che non si può parlare di tutto in qualsiasi circostanza, che chiunque, insomma, non può parlare di qualunque cosa.  L'ordine del discorso

In Sade come in Goya la sragione continua a vegliare nella sua notte; ma con questa veglia essa prende contatto con nuovi poteri. Il suo non-essere diventa potenza annientatrice. Dopo Sade e Goya, e a partire da essi, la sragione appartiene a ciò che c'è di decisivo in ogni opera, per il mondo moderno; vale a dire, a ciò che ogni opera comporta di micidiale e di vincolante.  Storia della follia nell'età classica

No, no, non sono dove mi cercate, ma qui da dove vi guardo ridendo.

È la curiosità; la sola specie di curiosità, comunque, che meriti d'essere praticata con una certa ostinazione: non già quella che cerca di assimilare ciò che conviene conoscere, ma quella che consente di smarrire le proprie certezze. A che varrebbe tanto accanimento nel sapere, se non dovesse assicurare che l'acquisizione di conoscenze, e non, in un certo modo e quanto è possibile, la messa in crisi di colui che conosce?  L'uso dei piaceri