Come si può tornare indietro e ripercorrere un’altra strada, fare un’altra scelta? Anche cosi, solo per curiosità, dire: «Guarda, solo un momento, fammi vedere cosa sarebbe accaduto se quella volta lì fosse andata diversamente. Dai, fammi vedere, così, per scherzo, poi ritorno esattamente sulla mia strada, in questa vita qua, riprendo tutto da dove avevo lasciato, senza cambiare nulla». Ma no, non si può, sono tarli della mente. E a chi chiederlo dopotutto?
Nessuno può sapere come sarebbe stata la propria vita se in quel momento, a tale giorno e a tale ora, avesse preso una decisione diversa, ma non una decisione importante come, ad esempio, scegliere un lavoro o la città dove abitare. No, non una così, ma ben più lieve, una cosa da niente, insomma, una variazione che lì per lì apparentemente non comporta nulla. È da queste inezie che svolta la vita. No, sapere come sarebbe andata non è possibile. Chi diceva che dobbiamo essere noi a costruire la nostra vita? Siamo sicuri che davvero potremmo? Non è piuttosto vero che siamo trascinati come pesci dall’acqua del torrente? Si, forse possiamo fare delle scelte, scartare di lato se c’è un poco di spazio, ma restiamo sempre intrappolati. Siamo nati nel fiume e non possiamo sfuggire alla corrente. A meno che, a meno che non salti l’argine.
L'automa della tarda età ⋯
Certamente, la maggior parte degli uomini che sono stati sempre ottusi, diventano nell'età avanzata sempre più degli automi: essi pensano, dicono e fanno sempre le stesse cose, e non c'è impressione esterna che possa cambiare qualcosa o suscitare in loro qualcosa di nuovo. Parlare a questi vecchi è come scrivere sulla sabbia: l'impronta si cancella quasi istantaneamente. Una vecchiaia di questo genere è evidentemente soltanto il caput mortuum della vita.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza del vivere
Filosofia, Aforismi, Saggistica
La fede nella vita precaria alla fine si perde ⋯
Tanto va la fede alla vita (alla vita reale, s'intende, con ciò che essa ha di più precario), che alla fine questa fede si perde.
André Breton Manifesto del surrealismo
Surrealismo, Manifesto, Saggio
La stupidità ruba tempo e pazienza ⋯
Tra tutti i ladri i fessi sono i peggiori: vi derubano del tempo e della pazienza.
Johann Wolfgang Goethe Massime e riflessioni
Romanticismo tedesco, Aforisma satirico, Raccolta di massime
La scelta dell'idealismo ⋯
Non è che uno scelga di essere un eroe o un martire, è che a volte la vita ti mette in un angolo dove l'unica via d'uscita dignitosa è combattere per gli altri, perché se perdi la tua terra e la tua dignità, non ti rimane nessun posto nel mondo in cui sentirti veramente a casa.
Adolfo Aristarain Interviste sul cinema
Regista sceneggiatore, Critica cinematografica
L'abitudine che placa il disappunto ⋯
Neppure adesso riusciva a mutar parere, di quel che aveva fatto non si pentiva. Queste cose si svolgono in certe zone oscure della nostra persona, è arduo sapere se uno deve approvare sé stesso o confessare un pentimento: nei grumi di quel polentone, tutto così mescolato, il cattivo e il buono. Ma lui non prendeva in considerazione il disappunto, erano in buoni rapporti, solo che, in qualsiasi novità, in questa vita, bisogna aspettare l'abitudine, per l'uomo e per il bue.
João Guimarães Rosa Una storia d'amore (Feito acá, o a la moda)
Letteratura brasiliana, Modernismo, Romanzo
Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati
Questo romanzo è la quintessenza dell’attesa e della vita che scorre secondo una scelta iniziale, apparentemente provvisoria, che diventa definitiva. Il protagonista, Giovanni Drogo, trascorre l’intera esistenza in una fortezza isolata, attendendo un’invasione che potrebbe non arrivare mai. L’opera esplora magistralmente i temi della fuga dal tempo, della rinuncia e dell’illusione di poter controllare il proprio destino, riecheggiando la sensazione di essere trascinati da una corrente ineluttabile, proprio come descritto nel testo da analizzare.
Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello
Il romanzo narra il tentativo di Vitangelo Moscarda di sfuggire alle centomila maschere che gli altri gli impongono, per scoprire il suo vero uno. Questa ricerca lo porta a compiere gesti folli per distruggere l’immagine che ha di sé e che la società gli ha cucito addosso. Il suo desiderio di rompere gli argini di una vita convenzionale e scoprire cosa c’è oltre si collega perfettamente alla riflessione sulla possibilità di deviare dalla propria strada prestabilita, mettendo in discussione la stessa natura dell’identità e del libero arbitrio.
Le città invisibili di Italo Calvino
In questo libro, Marco Polo descrive a un malinconico Kublai Khan una serie di città immaginarie, che sono in realtà riflessioni sulla vita, sul desiderio, la memoria e la morte. Ogni città rappresenta una possibilità, una scelta, un modo diverso di esistere. L’opera è un labirinto di percorsi possibili e di vite non vissute, che risuona con la domanda centrale del testo: come sarebbe andata se si fosse presa un’altra strada? Offre una meditazione poetica e filosofica sulle infinite configurazioni che l’esistenza può assumere.



















Ancora nessun commento