Società panoptica

La rete carceraria non respinge l’inassimilabile in un inferno confuso, non ha esterno. Riprende da una parte, ciò che sembra escludere dall’altra. Economizza tutto, compreso quello che sanziona. Non accetta di perdere nemmeno quello che ha voluto squalificare. In questa società panoptica, di cui la carcerazione è l’armatura onnipresente, il delinquente non è fuori dalla legge; è, e perfino dall’inizio, nella legge, nel cuore stesso della legge, o perlomeno al centro di quei meccanismi che fanno passare insensibilmente dalla disciplina alla legge, dalla deviazione all’infrazione. Se è vero che la prigione sanziona la delinquenza, questa, nell’essenziale, si fabbrica entro e attraverso una carcerazione che la prigione, alla fine del conto, rinnova a sua volta. La prigione non è che il seguito naturale, niente di più di un grado superiore di una gerarchia percorsa passo per passo. Il delinquente è un prodotto dell’istituzione. Inutile, di conseguenza, meravigliarsi che, in proporzione considerevole, la biografia dei condannati passi per tutti quei meccanismi e quelle istituzioni di cui si finge di credere che fossero destinati ad evitare la prigione. Si trovi pure, se si vuole, in questo, l’indice di un carattere delinquente irriducibile; il recluso di Mende è stato accuratamente prodotto a partire dal ragazzo corrigendo, secondo le linee di forza del sistema carcerario generalizzato. E, inversamente, il lirismo della marginalità può ben essere affascinato dall’immagine del fuorilegge, grande nomade sociale che si aggira ai confini dell’ordine, docile e impaurito. Non è ai margini e per effetto di successivi esili che nasce la criminalità, ma grazie ad inserzioni sempre più strette, sotto sorveglianze sempre più insistenti, attraverso un cumulo di coercizioni disciplinari. In una parola, l’arcipelago carcerario assicura, nelle profondità del corpo sociale, la formazione della delinquenza, a partire dai minuti illegalismi, dal recupero di questi per mezzo di quella e dalla istituzione di una criminalità specifica.

Crediti
 • Michel Foucault •
 • Pinterest • Maurits Cornelis Escher  •  •

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