Egon Schiele ⋯
Se l’ideale operante è qui la *costanza di eventi*, riconoscibili, il sistema idealizza comunque uno *stato di quiete* rispetto al quale un evento può indurre una perturbazione. Si tratta dell’evento inatteso ed imprevisto che crea difficoltà. Esso rappresenta il rischio del *disorientamento* che impone l’ *interruzione* nell’abituale applicazione della norma. […] Poiché sistema è *sistema di orientamento*, il suo ideale è *la sparizione di tutte le possibili difficoltà*, quale controllo di ogni possibile evento.
[…] La *ragione sistematica* controlla così anche l’abbandono delle ragioni di un determinato sistema, intese ormai come tentativi (ipotesi) di *razionalizzare*, per adeguarsi alla *razionalità* effettiva e concreta delle cose. È in questo abbandono, […] che si presenta la figura di un sapere connotato in termini di *saggezza*, dove per “saggezza” si intende la disponibilità a possibilità infinite, le quali, di fatto incontrollabili con le scienze, verrebbero *soggettivamente controllate* da parte di chi non cede allo stupore nei loro confronti.
[…] In effetti, dove il sistema non sia essenzialmente subito, ogni stupore viene meno: se il sistema non impera, l’impatto tra la sua pretesa totalizzante e l’evento disorientante non c’è più. La *saggezza* è, infatti, parente dell’ambizione di un controllo che non ha bisogno di controllare, di un controllo critico nei confronti dei sistemi che pretendono di esercitarlo. Così il saggio esce intenzionalmente da un mondo, si stacca dal mondano, per essere disponibile al mondo come tale, comunque esso sia.

Crediti
 • Giovanni Romano Bacchin •
 • Theorein •
 • SchieleArt • Samuel Kubani  •  •

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