Spazio interdetto a tutti
Il suicidio come movimento mortale dello stesso non può mai essere progettato, perché l’evento del suicidio si compie all’interno di un cerchio lontano da ogni progetto, forse da ogni pensiero, o da ogni verità. Uccidersi significa situarsi nello spazio interdetto a tutti, ossia a se stessi: la clandestinità, il non fenomenico del rapporto umano, è l’essenza del “suicidio“, sempre nascosto, non tanto perché la morte vi è in gioco, quanto piuttosto perché il morire-la passività stessa-vi diviene azione e si mostra nell’atto di sottrarsi, fuori fenomeno.

Crediti
 • Maurice Blanchot •
 • Pinterest • Jerry Uelsmann  •  •

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