Storia della simmetria
Nell’annus mirabilis 1905 l’uomo che sarebbe diventato lo scienziato per antonomasia pubblicò tre articoli che provocarono tre rivoluzioni in tre distinte branche della fisica. L’autore, all’epoca, non era un accademico. Aveva studiato all’università ma non era riuscito a ottenere un posto come insegnante o ricercatore e quindi aveva accettato un impiego presso l’Ufficio brevetti di Berna. Sto parlando, ovviamente, di Albert Einstein. Il suo nome è il simbolo stesso della fisica moderna e per molti anche del genio matematico. In realtà Einstein era un matematico competente ma non originale a livello di Galois o Killing, La sua creatività si esplicava non nei teoremi ma in una straordinaria intuizione dei meccanismi del mondo fisico, che era in grado di descrivere facendo buon uso della matematica disponibile all’epoca. Aveva anche un certo gusto per il rigoroso inquadramento filosofico delle teorie, che dovevano derivare da semplici principi generali; il faro che guidava le sue ricerche era l’eleganza, il rigore, più che una vasta conoscenza dei fatti sperimentali. Era fermamente convinto che le osservazioni più importanti si potessero condensare in pochi, fondamentali punti chiave. La porta d’ingresso al mondo della verità, per lui, era la bellezza.

Crediti
 • Ian Stewart •
 • L'eleganza della verità •
 • SchieleArt •   •  •

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