Strategie della rivalità
La parola identità è ambigua: significa sia «identico» che il suo opposto. Quando diciamo di uno che «ha un problema d’identità», intendiamo che non si sente abbastanza diverso dagli altri, è confuso. Credo che gli psichiatri non risolveranno mai i nostri problemi d’identità, perché sbagliano in partenza: usano una parola che significa due cose contemporaneamente e non hanno ancora risolto il problema di questo doppio significato. Ma questa ambivalenza dovrebbe illuminarci su un punto: l’identità e la differenza hanno sempre la tendenza a sprofondare nella reciprocità, nell’indifferenziato. Lévi-Strauss afferma che la cultura non è in grado di parlarci d’identità: non c’è identità nella cultura. Ma la mitologia mondiale è popolata di esempi di reciprocità. Si prendano dei gemelli: Eteocle e Polinice sono sempre in lotta e non riescono a riconciliarsi, e alla fine diventano dei super-gemelli. Si uccidono a vicenda nello stesso momento. L’ispirazione tragica mette sempre in luce le similitudini al di sotto delle differenze. Queste differenze spesso sono delle strategie della rivalità. La tragedia, potremmo dire, si oppone alla teoria francese: a Lévi-Strauss, a Lacan e al decostruzionismo. Ad esempio, Lévi-Strauss nel suo mito differenzia i gemelli: non si rende conto che il significato sta nella mancanza di differenza. E´ su questo punto che differisco da lui. La cultura ha talmente paura dell’identità che non ne parla mai. E il nostro sistema di segni riesce a esprimere l’identità solo usando le 12 scatole di minestra «Campbell’s», come fece Andy Wahrol.

Crediti
 • René Girard •
 • Pinterest • Andy Warhol  •  •

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