Mother childrenGli antichi Romani […] distinguevano accuratamente l’uso erotico delle labbra da altri tipi di contatto labiale. Affettuoso, doveroso, rispettoso, fraterno, paterno, materno, amicale, conviviale, coniugale. E laddove noi abbiamo una sola parola per qualunque forma di bacio, loro ne avevano ben tre. Il basium, il savium e l’osculum. Il primo, sentenzia Isidoro di Siviglia, «lo darai alla moglie o al marito, il secondo alle donne di piacere, il terzo ai figli» (Perotti 2018, p. 83). Come ogni regola anche il teorema di Isidoro ha le sue eccezioni. La prima è il poeta Catullo, che manifesta il desiderio, torbido e torrido, che prova per Lesbia, la sua calda e infedele amante, chiedendole mille basia e poi altri mille, in un’escalation sempre più hard. Ma c’era anche l’osculum sanctum, che si scambiavano i cristiani in segno di pace. E lo stesso gesto poteva degenerare nel cosiddetto osculum infame. Ovvero lo sbaciucchiamento che le streghe riservavano a Satana nel corso del Sabba.
Insomma, baciare è un gesto che può assumere i significati più diversi. Dalla tenerezza alla reverenza, dalla venerazione religiosa alla passione amorosa, dalla galanteria del baciamano al bacio socialista di Brežnev e Honecker. O a quello risorgimentale raffigurato nel celebre dipinto di Hayez, dove la coppietta allacciata sta per Cavour e Napoleone III. O ancora, all’omokissing tra Madonna e Britney Spears oppure tra Maradona e Caniggia. Fino alle manifestazioni più estreme dell’appetito carnale. Dove il confine con il morso si fa labilissimo e un’espressione di uso comune come «ti mangerei di baci» diventa letterale, ritrovando tutta la sua oralità primaria, la voglia matta di divorare il partner. Deve averlo temuto la principessa africana corteggiata a lungo dal filosofo ed esploratore inglese William Winwood Reade, che un giorno tenta di baciarla, ma la ragazza scappa via piangendo. Perché interpreta l’approccio come un gesto da Hannibal Lecter. Del resto, basta aggiungere una c per trasformare Annibale in cannibale. Ma l’esempio più estremo è quello raccontato dall’antropologo Bronisław Malinowski circa le effusioni erotiche tra gli abitanti delle isole Trobriand. In quell’arcipelago che si trova al largo dell’Australia, le coppie in amore si mordono fino a ferirsi le labbra, la lingua e le ciglia e arrivano, nell’estasi dei sensi, a strapparsi ciocche di capelli. Come dire, straziami ma di baci saziami. Proprio come in certi amplessi cinematografici recenti al cui confronto il bacio di Via col vento e perfino quelli di Casablanca e Notorius sembrano effusioni da educande.

Crediti
 Autori Vari
 Baciarsi
  Elisabetta Moro, Marino Niola
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