Sublimazione dell'energia sessualeNel corso della lettura del libro di Gurdjieff, e in particolare delle sue spiegazioni o delle conversazioni che immancabilmente seguivano, egli discuteva spesso sul tema dell’amore. Sottolineava che, in ogni tentativo o sforzo di conoscere sé stessi, è sempre necessario cominciare dal corpo fisico, essendo il più sviluppato dei tre centri dell’uomo; per questa ragione l’«osservazione di sé» comincia sempre dall’osservazione del corpo. Se il corpo cresce automaticamente e meccanicamente, in pratica senza bisogno di controllo, è tuttavia un centro meglio sviluppato che non i «cervelli» (o centri) emotivo e mentale, perché assolve, sia pur in modo automatico, le sue funzioni. Molte delle funzioni del corpo non solo sono più o meno istintive, ma sono anche ragionevolmente comprensibili e quindi non troppo difficili da soddisfare. Anche nel riferire l’osservazione del corpo all’amore, Gurdjieff utilizzava l’esempio delle mani o delle braccia, dicendo che l’amore può essere definito come «una mano lava l’altra». Diceva anche che il corpo può raggiungere l’armonia in sé stesso se usato nel modo giusto, quando entrambe le mani lavorano insieme, e che questo è un ottimo punto di partenza verso la coscienza o la percezione di quello che l’amore dovrebbe realmente essere. Affinché la gente possa lavorare insieme, è necessario amarsi l’un l’altro e amare lo stesso fine. In quel senso, affinché un essere umano operi in modo giusto e in armonia con la sua umanità, è necessario che tutte le sue componenti si amino reciprocamente, lavorino insieme per lo stesso fine, ossia io sviluppo e la perfezione di sé; la difficoltà consiste naturalmente nel fatto che le nostre abitudini e i nostri procedimenti educativi abnormi impediscono una concezione esatta di quello che sviluppo o «perfezionamento» sono in realtà. Ci metteva anche in guardia da ogni interpretazione errata del termine «perfezionamento», precisando che le nostre associazioni mentali riguardo a questa parola – le nostre idee di una condizione «perfetta» – erano improprie, e per questo era preferibile usare il termine «sviluppo». L’indicazione o il suggerimento principale riguardo all’amore che il corpo fisico poteva donarci era la forma fisica dell’amore, vaie a dire il sesso. Il fine del sesso è essenzialmente la riproduzione, che in realtà è solo un sinonimo per creazione. L’amore deve dunque in ogni senso, non solo fisico, essere creativo. Diceva anche che esiste una forma giusta di quella che può essere chiamata «sublimazione» dell’energia sessuale; che il sesso è la sorgente di ogni energia e che quando non viene finalizzato alla riproduzione può essere usato in modo egualmente creativo, se sublimato e utilizzato come energia per altri ordini di creatività. Uno degli usi errati del sesso, proliferato attraverso una cattiva istruzione, un’educazione sbagliata e abitudini inadeguate, consiste nell’essere diventato pressoché l’unica forma vitale di comunicazione umana. È possibile «unirsi attivamente» anche in altri modi, diversi da quello fisico: «toccare» come egli diceva «l’essenza l’uno dell’altro», ma gli esseri umani avevano perduto questa facoltà da molti anni, se non da secoli. All’osservatore attento è però possibile rendersi conto che questo «contatto fra essenze» talvolta si realizza fra due esseri umani, ma solo per caso, e viene quasi sempre frainteso e male interpretato, degradato a una forma puramente fisica che perde valore non appena viene consumata. Diceva, continuando il discorso sulle relazioni tra individui, che il sesso è «l’espressione più alta del corpo fisico» e l’unica espressione «sacra» di sé che ci è rimasta. Al fine di raggiungere in noi stessi ogni altra forma di «sacralità», è utile cercare di prendere a modello in altre sfere della nostra vita – questo processo di «contatto fra essenze»; la possibilità di «condividere una comune verità» tra due individui in modo completamente libero è quasi sempre «visibile» in un rapporto sessuale istintivo. Ci ammoniva però che anche il sesso per quanto istintivo possa essere per la maggior parte delle persone – sovente si riduce a un semplice processo che coinvolge esclusivamente la soddisfazione personale, la gratificazione o la liberazione di un solo essere anziché di entrambi, e che in questi casi diviene impossibile fra di loro franchezza e confidenza. Quando fu chiesto a Gurdjieff di definire una forma esatta, obiettivamente morale, di amore per l’altro, rispose che sarebbe stato necessario sviluppare sé stessi in misura tale da render possibile «conoscere e comprendere abbastanza da riuscire ad aiutare un altro a raggiungere qualcosa di necessario per lui, anche quando non è cosciente della necessità e può persino lavorare contro di noi»: solo così l’amore è veramente responsabile, e degno del nome di vero amore. Aggiunse che, pur se animati dalle migliori intenzioni, nella maggior parte dei casi si ha troppa paura di amare un’altra persona in modo attivo o anche solo di cercare di far qualcosa per lei; e che uno degli aspetti più tremendi dell’amore era che, anche se si poteva fino a un certo punto aiutare un’altra persona, non era mai possibile «fare» realmente qualcosa al suo posto. «Se vedi un uomo cadere, puoi aiutarlo a sollevarsi. Ma se per lui fare un altro passo fosse più necessario dell’aria che respira, deve farlo da solo: è impossibile per chiunque farlo al posto suo».

Crediti
 Fritz Peters
 La mia fanciullezza con Gurdjieff
 SchieleArt •   • 




Quotes casuali

Una volta deciso che la cosa può e deve essere fatta, bisogna solo trovare il modo.Abraham Lincoln
Amore del prossimo è qualcos'altro che filantropia.Paul Celan
Il bacio è come la musica, il solo linguaggio universale.Anonimo