Kim Jong Il

Il nostro socialismo valorizza al massimo grado la coscienza dell’uomo.
La coscienza è un attributo fondamentale dell’uomo, e garantisce il suo Chajusong e la sua creatività.
Nel corso della storia essa è stato oggetto di aspre controversie fra il campo del progresso e quello della reazione. L’idealismo accorda un valore assoluto allo spirito sino a darne un’interpretazione mistica e gli attribuisce un’esistenza in sé, indipendente dal mondo materiale. In opposizione a ciò, il materialismo afferma che la coscienza è soltanto il riflesso del mondo materiale; la teoria del riflesso segnò un grande progresso nella lotta contro la mistificazione dello spirito, ma non poteva però fornire una delucidazione scientifica del ruolo della coscienza. Marx ha chiarito che l’essere sociale determina la coscienza sociale, che a sua volta reagisce su di esso, ma non è giunto ad illustrare il ruolo determinante che la coscienza ideologica svolge nelle attività dell’uomo.
Il pensiero del Juché ha per la prima volta reso giustizia al ruolo della mentalità. Certo, l’uomo agisce in determinate condizioni materiali e la coscienza riflette il mondo materiale pur reagendo su di esso. Ma la sua azione non si ferma qui. Essa determina tutta la condotta dell’uomo, giacché sta alla base dei suoi pensieri e delle sue azioni. Essa gioca un ruolo decisivo nelle sue attività conoscitive e pratiche. Dotato di coscienza sovrana, l’uomo lavora attivamente per conoscere il mondo oggettivo e dà libero corso alla sua creatività.
Il ruolo della coscienza ideologica è commisurato al suo carattere e al suo contenuto sociale, i quali determinano la posizione e l’atteggiamento, il metodo e lo stile di lavoro e di vita dell’uomo, ossia tutto il suo comportamento. Una coscienza sovrana e rivoluzionaria dà impulso alla lotta per l’emancipazione dell’essere umano e al lavoro di trasformazione della natura e della società. Una coscienza reazionaria tende a calpestare la libertà delle masse e frena lo sviluppo della società.
Il fattore decisivo della vittoria e del successo nella lotta rivoluzionaria è la forza organizzata delle masse armate di coscienza ideologica rivoluzionaria. La realtà storica della vittoria della rivoluzione in paesi con circostanze materiali ed economiche oggettive sfavorevoli dimostra che la maggiore forza propulsiva della rivoluzione risiede precisamente nella coscienza ideologica delle masse. Il ruolo della coscienza ideologica dell’uomo cresce ancora di più nella società socialista in cui le masse popolari sono padrone di ogni cosa.
Dato che la coscienza ideologica determina tutta la condotta dell’uomo, per promuovere energicamente la rivoluzione e l’edificazione bisogna accordare la precedenza al rifacimento delle mentalità. La rivoluzione ideologica costituisce la via più efficace per trasformare le mentalità. È un’esigenza legittima dell’edificazione del socialismo e del comunismo e il più importante compito rivoluzionario che incombe al partito e allo Stato della classe operaia dopo il consolidamento del regime socialista. Se grazie a questa rivoluzione tutti i membri della società si liberano dagli ostacoli delle idee retrograde e acquisiscono un solido profilo da rivoluzionari comunisti, il motore della rivoluzione verrà incomparabilmente potenziato e l’opera socialista e comunista conoscerà un rapido progresso.
Poiché la coscienza ideologica gioca un ruolo determinante nelle attività dell’uomo, il conflitto ideologico è in primo piano nella lotta fra il progresso e la reazione, fra la rivoluzione e la controrivoluzione. Gli imperialisti fanno ricorso alle peggiori macchinazioni per diffondere nei paesi socialisti le corrotte idee borghesi, con l’obiettivo di distruggere le basi ideologiche del socialismo e di disgregarlo dall’interno. La più potente arma a disposizione per sventare le loro congiure antisocialiste è la coscienza rivoluzionaria delle masse. Nondimeno parecchi paesi socialisti hanno trascurato il lavoro ideologico e tollerato le penetrazioni ideologiche borghesi, mettendo a repentaglio la causa del socialismo. L’esperienza storica dimostra che più gli imperialisti si accingono a diffondere le idee borghesi reazionarie nei paesi socialisti, più intensa dev’essere la lotta contro questi tentativi e più profondamente bisogna armare tutti i membri della società con le idee rivoluzionarie. Da noi la rivoluzione ideologica è stata promossa dinamicamente sotto la direzione del partito, e lo spirito rivoluzionario del Juché regna in tutta la società. Le manovre degli imperialisti e degli altri reazionari hanno collezionato solo sconfitte, e il nostro socialismo dà piena misura della sua vitalità.

Crediti
 • Kim Jong Il •
 • Opere scelte •
  • vol. X, Edizioni in lingue estere, Pyongyang 1990 •
 • Pinterest •   •  •

Similari
Dall’autorganizzazione alla comunizzazione
1890% ArticoliPolitica
Designare la rivoluzione come comunizzazione è dire questa cosa abbastanza banale, che l’abolizione del capitale è l’abolizione di tutte le classi, compreso il proletariato, e non la sua liberazione, il suo ergersi a classe dominante che organizza la soci⋯
Il caso Nietzsche
1045% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯
Filosofia e rivoluzione: il testo, il contesto e la trama
767% ArticoliFilosofiaRaimon Panikkar
“Philosophy and Revolution: the Text, the Context and the Texture” è un articolo che Panikkar ha pubblicato nel luglio del 1973 sulla rivista di studi interculturali «Philosophy East and West», vol. 23, n° 3, pp. 315-322. Mai apparso in traduzione italian⋯
Vogliate essere liberi, e lo sarete!
515% Michail BakuninPolitica
Cari compagni, vi ho detto la volta scorsa che due grandi avvenimenti storici avevano fondato la potenza della borghesia: la rivoluzione religiosa del sedicesimo secolo, conosciuta col nome di Riforma, e la grande Rivoluzione politica del secolo scorso. Ho⋯
Le origini romantiche della psicoanalisi e l’obiezione di Nietzsche
377% ArticoliPsicologiaUmberto Galimberti
A differenza di tutti i popoli della terra, l’uomo occidentale un giorno ha detto Io. L’ha annunciato Platone e l’ha esplicitato Cartesio. La psicologia ha catturato questa parola e ne ha fatto il centro della soggettività, dispiegando una visione del mon⋯