Noam Chomsky, richiamandosi al simbolo del Doomsday Clock – l’orologio dell’apocalisse che misura quanto l’umanità si avvicini alla catastrofe – lancia un allarme netto e inesorabile: il pericolo maggiore per la sopravvivenza della specie umana non è nelle mani del destino o della natura, ma in quelle degli uomini che detengono il potere decisionale. Non sono le eruzioni vulcaniche, i terremoti o le maree a minacciare la civiltà, bensì le politiche deliberate di espansione nucleare, di inerzia climatica e di aggressività geopolitica, mascherate sotto il linguaggio della razionalità strategica.
Chomsky sottolinea con forza come la minaccia nucleare, lungi dall’essere superata con la fine della Guerra Fredda, sia oggi più viva che mai. Le principali potenze nucleari – tra cui Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia – stanno investendo miliardi nella modernizzazione dei propri arsenali, sviluppando testate sempre più piccole e “utilizzabili”, sistemi di lancio più rapidi e strategie militari che includono l’uso limitato di armi atomiche come deterrente o strumento tattico. Questo processo, apparentemente tecnico e burocratico, cela in realtà una follia radicale: la possibilità che un errore di calcolo, un falso allarme o un atto deliberato possa innescare una reazione a catena irreversibile rimane concreta e crescente.
Ma accanto al pericolo nucleare, Chomsky evidenzia un’altra emergenza altrettanto esistenziale: il cambiamento climatico. Sebbene la scienza abbia fornito da tempo dati inequivocabili sui danni irreversibili causati dall’attività umana, le élite economiche e politiche continuano a privilegiare profitti immediati su politiche di sostenibilità. I combustibili fossili restano al centro dell’economia globale, mentre accordi internazionali come l’Accordo di Parigi vengono celebrati retoricamente e disattesi nei fatti. Il risultato è un riscaldamento globale inarrestabile, accompagnato da disastri ambientali, migrazioni di massa e conflitti per le risorse che potrebbero destabilizzare interi continenti.
Un terzo elemento di fragilità sistemica, emerso con drammatica evidenza negli ultimi anni, è la vulnerabilità globale alle pandemie. La crisi sanitaria del 2020 ha rivelato non solo carenze strutturali nei sistemi sanitari nazionali, ma anche la mancanza di una vera cooperazione globale per affrontare emergenze sanitarie comuni. Invece di una risposta coordinata, si è assistito a una corsa nazionalistica ai vaccini, alla distribuzione selettiva e alla privatizzazione del bene comune della salute pubblica. Ancora una volta, il profitto e la logica del controllo hanno prevalso sul bisogno universale.
Chomsky denuncia però un aspetto ancora più preoccupante: queste minacce non sono isolate, ma interconnesse. L’instabilità climatica può generare conflitti territoriali; i conflitti possono spingere gli attori statali verso l’utilizzo di armi nucleari; le pandemie possono aggravarsi a causa delle guerre e delle crisi ambientali. Eppure, i centri decisionali globali sembrano incapaci – o poco interessati – a rompere questa spirale autodistruttiva.
L’autore conclude con un appello urgente alla coscienza collettiva: l’umanità si trova ancora una volta sull’orlo dell’abisso, non per fatalità storica, ma per scelte politiche precise, operate quotidianamente da governi, corporazioni e istituzioni finanziarie. Il futuro non è scritto. Dipenderà da quanto le persone saranno capaci di mobilitarsi, di rifiutare la retorica della sicurezza e del profitto, e di costruire alternative realmente democratiche, ecologiche e pacifiste. Perché, come ricorda Chomsky, il potere che ci porta alla distruzione è lo stesso che potrebbe salvarci – se solo decidessimo di usarlo diversamente.
Il libro smonta miti e narrazioni ufficiali, rivelando come il potere globale si fondi su strutture di dominio economico, politico e ideologico. Attraverso analisi storiche e geopolitiche, mostra una realtà fatta di ipocrisie, guerre, disuguaglianze e controllo, denunciando la distanza tra retorica democratica e pratica del potere.
Analisi del libro *Chi domina il mondo* di Noam Chomsky pubblicato in Italia nel 2017.
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