Che metodi usarono Hitler e Goebbels per «togliere il pensiero indipendente a ottanta milioni di individui e assoggettarli alla volontà di un uomo solo?» E su quale teoria della natura umana si basarono quei metodi paurosi ed efficienti? A queste domande possiamo ⋯
Psicologia del potere totalitario
Che metodi usarono Hitler e Goebbels per «togliere il pensiero indipendente a ottanta milioni di individui e assoggettarli alla volontà di un uomo solo?» E su quale teoria della natura umana si basarono quei metodi paurosi ed efficienti? A queste domande possiamo ⋯

Il pregiudizio non è un semplice errore di giudizio, né una banale mancanza di informazioni corrette. Esso affonda le sue radici in una disposizione psicologica e intellettuale molto più profonda, che ha segnato la storia del pensiero occidentale sin dalle sue origini. Per secoli, ⋯
Quando si parla di Nietzsche, una delle prime cose che vengono in mente – perché forse una delle sue frasi più dure, più definitive – è la questione della morte di Dio: Dio è morto e noi lo abbiamo ucciso Così parlò Zarathustra. Un ⋯


Nel novembre del 1990 Gérard Granel, una delle menti più lucide della filosofia europea di quegli anni, tenne nella New School for Social Research di New York una conferenza il cui titolo, certamente significativo, non mancò di provocare fra i benpensanti qualche reazione scandalizzata: ⋯

Alla fine della Repubblica di Weimar vasti strati della popolazione si sentivano perdenti. I dati oggettivi sono eloquenti; tuttavia la crisi economica e la disoccupazione non sarebbero bastate per portare al potere Hitler. Occorreva una propaganda mirata al fattore soggettivo: il rancore narcisistico suscitato ⋯
Non si tratterebbe di richiamare solamente la struttura fallogocentrica del concetto di soggetto, almeno nel suo schema dominante. Vorrei un giorno dimostrare che questo schema implica la virilità. Carnivora. Parlerei di un carno-fallogocentrismo se non fosse una sorta di tautologia o piuttosto di etero-tautologia ⋯
L’estetica della resistenza si scontra oggi con la difficoltà di restituire un’immagine fedele di un passato che sembra sfuggire a ogni categorizzazione morale e razionale. Dopo l’abisso di Auschwitz, ogni forma artistica che tenti di rielaborare l’orrore deve fare i conti con la propria ⋯



