Zwei Chleriker (Due Chierici) non si configura come una semplice descrizione di figure ecclesiastiche, bensì come una potente e grottesca rappresentazione, un’esplorazione della figura del clero filtrata attraverso lo sguardo espressionista e irriverente di Egon Schiele. Il breve componimento poetico autografo, tracciato con matita ⋯
Una visione grottesca del clero
Zwei Chleriker (Due Chierici) non si configura come una semplice descrizione di figure ecclesiastiche, bensì come una potente e grottesca rappresentazione, un’esplorazione della figura del clero filtrata attraverso lo sguardo espressionista e irriverente di Egon Schiele. Il breve componimento poetico autografo, tracciato con matita ⋯

Una volta, vedendolo mutare espressione gli chiesi di botto: «non le piace il cinema?». Kafka, dopo averci riflettuto un attimo, rispose: «in verità non ci ho mai pensato. E senz’altro un giocattolo grandioso. Ma io non lo sop-porto, forse perché uso troppo gli occhi. ⋯
L’Autoritratto del 1914 non si presenta come una mera rappresentazione fisionomica, bensì come uno sguardo introspettivo nell’abisso dell’io, un’esplorazione cruda e senza filtri della propria interiorità resa con l’incisiva tecnica della puntasecca. L’incisione su carta (21.9 × 17.8 cm) si rivela uno studio ⋯
Come ogni individuo ha la propria fisionomia, in base alla quale se ne può dare un giudizio provvisorio, così ogni epoca ha la propria fisionomia, che non è meno caratteristica. Lo spirito di un’epoca somiglia, infatti, al pungente vento dell’est che entra dappertutto.
Un’immersione nell’inconscio di Schiele
L’Autoritratto con testa abbassata, dipinto nel 1912, non si presenta come una semplice effigie dell’artista, bensì come un’intensa immersione nelle profondità del suo animo, una spietata autoanalisi che rivela la sua profonda esplorazione della psiche e la sua ⋯
Un’Anima nuda allo specchio dell’espressionismo: Il Lirico
Lyricist (Il Lirico), olio su tela di 80.5 × 80 cm realizzato nel 1911, si presenta come un’autopsia emotiva, una dissezione pittorica dell’io compiuta da Egon Schiele con una franchezza sconcertante. L’opera non offre un’immagine idealizzata dell’artista, ⋯

16 settembre 1913.
Questa busta indirizzata a:
Caro signor Hauer,
15 novembre 1911
Al mio ideale
Ora tocca a me! – Sono curioso di dove andrò.
Caro A.P. [Anton Peschka],