Io sono un uomo malato… Io sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole, ecco quello che sono. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un’accidente del mio male e non so con certezza di cosa io soffra. Non mi curo e ⋯
Memorie e riflessioni dal sottosuolo
Io sono un uomo malato… Io sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole, ecco quello che sono. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un’accidente del mio male e non so con certezza di cosa io soffra. Non mi curo e ⋯

In quei momenti, benché mi divorasse il desiderio di distruggerlo con un colpo solo, ero trattenuto dal far ciò, in parte dal ricordo del mio precedente delitto, ma soprattutto, lasciate che lo confessi subito, da un vero e proprio TERRORE dell’animale. Questo terrore non ⋯
E che allo stesso amante tutto il resto del mondo appare indifferente, pallido, senza valore, e che egli è pronto a fare ogni sacrificio, sconvolgere ogni ordinamento, a mettere in secondo piano ogni suo interesse, ci si meraviglia effettivamente che questa selvaggia avidità di ⋯


Lenz rabbrividì appena toccò le membra fredde e vide gli occhi vitrei semiaperti. La bimba gli apparve tanto abbandonata, ed egli stesso così solo, e solitario; si prostrò sul cadavere; la morte lo spaventò, un dolore violento lo prese: questi tratti, questo viso immobile ⋯
Come rappresentare nella nostra antologia un autore come Poe (1809-1849) che della narrativa fantastica dell’Ottocento è la figura centrale, la più famosa e la più rappresentativa? La scelta più ovvia sarebbe Il crollo della casa degli Usher (1839) che racchiude tutti i motivi più ⋯
Per il problema che ci occupa è importante la testimonianza di Dostoevskij: quella di Dostoevskij, l’unico psicologo, detto per inciso, dal quale avevo qualcosa da imparare, e che considero una delle più belle fortune della mia vita, ancora più del mio incontro con ⋯
Dove mai ho letto che un condannato a morte, un’ora prima di morire, diceva o pensava che, se gli fosse toccato vivere in qualche luogo altissimo, su uno scoglio, e su uno spiazzo cosí stretto da poterci posare soltanto i due piedi, avendo intorno ⋯
All’udire queste parole, Raskol’nikov si scosse.
Lui parlava con la sua voce lenta, educata, da confessore che ti impartisce la penitenza di cinque Pater, cinque Salve Regina, dieci Requiem Aeternam, e io avvertivo un disagio cui non riuscivo a dar nome. Poi, d’un tratto, compresi che non era disagio. ⋯


Lei lesse le mie parole e corse verso la morte, come se la strada fosse l’unica via di fuga dal mio incubo. La scoperta del diario segna il punto di rottura in cui la finzione crolla. Charlotte, fino a quel momento immersa nell’illusione del ⋯
Il racconto di Benni presenta una delle sue più raffinate e complesse esplorazioni psicologiche attraverso la figura paradossale di un rapinatore che considera le sue vittime come una famiglia. Questa contraddizione apparente diventa il nucleo di una profonda riflessione sulla natura umana e sull’ambiguità ⋯
