Francesco Marotta

Tra le mosche

Egon Schiele ⋯
Poeti troiani
più nulla di quello che poteva essere vostro
esiste
Né templi né giardini
né poesia
Siate liberi
ammirevoli poeti troiani ⋯

Musa

Egon Schiele ⋯
Era più bella del sole
e io non avevo ancora sedici anni.
Ventiquattro ne sono passati
ed è ancora al mio fianco.
A volte la vedo camminare
sulle montagne: è l’angelo custode
delle nostre preghiere.
È il sogno che ancora ritorna
con la promessa ⋯

Atole

Egon Schiele ⋯
Vidi Mario Santiago e Orlando Guillén
i poeti perduti del Messico
che se la ridevano alla grande
Nei murali di una nuova università
chiamata inferno o qualcosa di simile
a una specie di inferno pedagogico
Ma vi assicuro che la musica in sottofondo
era ⋯

L’ultimo Selvaggio

Egon Schiele ⋯
Uscii dall’ultimo spettacolo nelle strade vuote. Lo scheletro
mi passò accanto, tremando, appeso all’asta
di un camion della spazzatura. Grandi berretti gialli
celavano il volto dei netturbini, ma anche così credetti di riconoscerlo:
un vecchio amico. Eccoci qui!, ripetei a me stesso
duecento volte, ⋯

Bolide

Egon Schiele ⋯
L’automobile nera si dilegua
alla curva dall’essere. Io
faccio la mia comparsa sulla spianata:
tutti muoiono prima o poi, dice il vecchio
appoggiato al muro.
Non mi si contino altre storie:
la mia strada è il cammino
della neve, non della chiacchiera
più grande, ⋯

La mia vita nei tubi della sopravvivenza

Egon Schiele ⋯
Poiché ero un pigmeo, giallo e di gradevole aspetto
e poiché ero accorto e per niente propenso a farmi torturare
in un luogo di lavoro o in una cella ovattata,
mi misero all’interno di questo disco volante
e mi dissero vola e va incontro ⋯

L’ultimo canto d’amore di “El Chorito”

Egon Schiele ⋯
Sudamericano in terra di goti,
questo è il mio canto d’addio
ora che gli ospedali tralasciano
le colazioni e le ore del tè
con un’insistenza che non posso
che attribuire alla morte.
Svaniti i crepuscoli
lungamente studiati, finiti
i giochi dilettevoli che non portano ⋯

Raggi X

Egon Schiele ⋯
Se osserviamo ai raggi X la casa del paziente
vedremo i fantasmi dei libri sugli scaffali silenziosi
o accatastati nel corridoio o su comodini e tavoli.
Vedremo anche un taccuino con disegni, linee e frecce
che divergono e si intersecano: sono i viaggi in ⋯

Pioggia

Egon Schiele ⋯
Piove e tu dici è come se le nuvole
piangessero. Poi ti copri la bocca e affretti
il passo. Come se queste squallide nuvole piangessero?
Impossibile. Ma allora, da dove questa rabbia,
questa disperazione che ci condurrà tutti al diavolo?
La natura nasconde alcuni ⋯

Il signor Wiltshire

Egon Schiele ⋯
È tutto finito, dice la voce nel sogno, e ora non sei che il riflesso
di quel signor Wiltshire, commerciante di copra nei mari del sud,
il bianco che sposò Uma, che ebbe molti figli,
quello che ammazzò Case e mai fece rientro in ⋯

La greca

Egon Schiele ⋯
Vedemmo una donna bruna costruire la scogliera.
Non più di un secondo, come trafitta dal sole. Come
le palpebre ferite del dio, il bambino premeditato
della nostra spiaggia infinita. La greca, la greca,
ripetevano le puttane del Mediterraneo, la brezza
Magistrale: quella che si ⋯

Le infermiere

Egon Schiele ⋯
Infermiere a frotte prendono la strada di casa. Protetto
dai miei occhiali neri le osservo andare e ritornare.
Loro sono protette dal crepuscolo.
Una scia di infermiere e una scia di scorpioni.
Vanno e vengono.
Alle sette di sera? Alle otto
di sera?
A ⋯

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi