
[…] Il pensiero occidentale, sin dalle sue origini greche, ha interrogato l’ente riguardo al suo essere, ma così facendo ha sempre e solo determinato l’ente come tale, senza mai volgere lo sguardo alla differenza che separa l’ente dall’essere. Questa non è una mancanza casuale, ⋯

Pensavo stasera che se dico a uno porco per i suoi gusti sessuali esprimo un giudizio morale, se lo dico perché ha fatto soffrire qualcuno per cattiveria o interesse esprimo un giudizio etico, e c’è una bella differenza. Qualcuno mi chiedeva la differenza tra ⋯
Il cuore pulsante della critica neoreazionaria, come esposto in questo sesto punto saliente, è un attacco frontale al dogma centrale della modernità: l’uguaglianza. Non si tratta di una semplice preferenza estetica per l’aristocrazia, ma di una contestazione ontologica e biologica. L’analisi sostiene che l’uguaglianza ⋯
Lo Stato non può tollerare nulla che non sia compreso entro i limiti della sua definizione di ordine e di moralità, poiché esso si erge a custode supremo di un’idea astratta, l’idea di Uomo, e la impone come un giogo ferreo su ogni ⋯
La presunzione antropocentrica è una malattia dello spirito tanto diffusa quanto difficile da sradicare, poiché lusinga la nostra vanità e ci offre una consolazione metafisica a buon mercato di fronte all’abisso dell’insignificanza. Fin dall’alba dei tempi, l’uomo ha cercato di dare un senso alla ⋯
Nel panorama delle dottrine filosofiche e sociali che pretendono di elevare l’essere umano, l’imperativo morale ha sempre giocato un ruolo di primo piano, ergendosi a giudice supremo delle azioni e dei pensieri. Si insegna fin dall’infanzia che la virtù consiste nel conformarsi a un ⋯


Nel crepuscolo della modernità, quando le promesse dell’Illuminismo sembrano essersi rovesciate nel loro contrario, assistiamo a un fenomeno inquietante: la delega sistematica delle facoltà più propriamente umane a dispositivi tecnologici. Nietzsche, con la sua consueta preveggenza, aveva già intuito che la scienza, lungi dall’essere ⋯
Nel passaggio dalla considerazione del bello a quella del sublime, ci addentriamo in una regione dove la pura conoscenza deve ingaggiare una lotta per liberarsi dalla tirannia della volontà. Mentre nel bello la pura conoscenza ha preso il sopravvento senza lotta, giacché la bellezza ⋯
Nel tribunale della morale borghese, dove ogni giudice indossa la toga nera del conformismo e ogni giurato ha venduto la propria anima in cambio di una rassicurante mediocrità, io mi ergo non come imputato, ma come accusatore. Voi parlate di giustizia, ma la vostra ⋯
Viviamo immersi in una colossale finzione, una rappresentazione teatrale permanente dove il copione è stato scritto altrove e gli attori si limitano a ripetere frasi fatte, slogan approvati e posture studiate a tavolino. Non c’è più spazio per l’imprevisto, per il guizzo di genio ⋯
Ma l’uomo vuole abdicare alla propria sovranità pur di non sentire il peso della propria solitudine; egli cerca nella continuità del tempo una garanzia che il momento presente non può offrirgli, perché il momento presente, se guardato in faccia, è un abisso che richiede ⋯
Si è già indovinato con quanta facilità il modo di valutare sacerdotale possa diramarsi da quello cavalleresco-aristocratico e poi svilupparsi in un’antitesi di questo; l’occasione si offre in special modo ogni volta che la casta dei sacerdoti e quella dei guerrieri si affrontano gelosamente ⋯
Non cercate in me il conforto delle parole dolci, né la promessa di un paradiso sociale futuro dove tutti saranno uguali nella mediocrità sazia. Io non predico la pace, ma la guerra interiore ed esteriore; non l’amore universale che livella, ma l’odio sacro che ⋯
