
Il dollaro statunitense, che per decenni è stato il fulcro indiscusso e la valuta egemone del sistema monetario globale, mostra oggi segni sempre più evidenti e profondi di erosione del suo primato. Non si tratta di un crollo improvviso o di una de-monetizzazione istantanea, ⋯

La rinascita della Russia sul palcoscenico geopolitico globale non può essere interpretata in modo semplicistico come un mero revival nostalgico e anacronistico dell’era sovietica, bensì si configura come una riaffermazione strategica e deliberata di un attore geopolitico che rifiuta in modo categorico l’ordine mondiale ⋯
L’Europa non è più un continente, ma una macchina per la guerra e il debito.
Può uno Stato russo sopravvivere senza un credo, una fede, un’identità superiore a quella delle sue numerose componenti etniche e religiose? La Russia si è sempre identificata con un’ideologia. È stata «santa», erede di Bisanzio, «terza Roma», apostolo del Cristianesimo ⋯
La crescita demografica osservata in molteplici paesi non occidentali trascende la semplice enumerazione numerica; essa si configura come un indicatore emblematico di un profondo dinamismo sociale, di una tangibile energia collettiva e, soprattutto, di una robusta fiducia nel futuro che pervade intere società. A ⋯
L’era dell’unipolarismo americano, inauguratasi in modo quasi simbolico con la storica caduta del Muro di Berlino e consolidatasi in modo inequivocabile durante gli anni Novanta, manifesta oggi segni palmari e irreversibili di esaurimento. Per un periodo relativamente breve della storia recente, gli Stati Uniti ⋯
L’ascesa prepotente e inarrestabile della Cina non può essere semplicemente ridotta all’emergere di una nuova potenza economica o militare sulla scena globale. Si tratta, in una prospettiva più profonda e storicamente consapevole, del ritorno di una civiltà millenaria, dotata di una continuità storica e ⋯
Il suo originale contributo è stato quello di definire la globalizzazione in termini di riconfigurazione dei vincoli e condizionamenti geografici che gravano sulle relazioni internazionali, anziché in termini di irrilevanza della geografia. Ed è questa la cornice in cui va inserita anche la Geopolitica ⋯
Nato in Olanda, ad Amsterdam, nel 1893, Spykman ha fatto parte di quella generazione di intellettuali europei che, emigrati negli Stati Uniti e disillusi dal fallimento della Società delle Nazioni e dalla recrudescenza della competizione internazionale degli anni Trenta, trapiantarono il realismo politico nel ⋯
In questo capitolo, Enrique Dussel introduce e sviluppa una delle sue categorie filosofiche più originali: la Trans-modernidad. Contrapposta sia alla modernidad eurocéntrica sia alla sua critica nichilista, la Postmodernidad, la trans-modernidad rappresenta per Dussel l’orizzonte di una nueva Edad del Mundo, ⋯
In questo capitolo, Enrique Dussel compie un passo fondamentale nella costruzione di una filosofia globale de-coloniale, proponendo una nueva agenda para el diálogo entre los pensadores del Sur global. Superando la logica bipolare Nord-Sud – spesso latente anche nelle critiche alla modernidad ⋯

Emerge dalla «profezia» di Spykman sull’ascesa delle Superpotenze continentali una delle ragioni del fascino della Geopolitica della prima metà del Novecento. Nello stesso momento in cui sollecitava le Relazioni Internazionali a soffermarsi sugli elementi della vita internazionale meno permeabili al mutamento – ⋯
È soprattutto la tecnologia – e quella militare in particolare – a dare un enorme impulso alla ridefinizione del significato dei fatti geografici Nicholas J. Spykman, Geography and Foreign Policy, I, cit., p. 49.. Una barriera naturale che, in passato, ha magari assolto egregiamente ⋯

Come mostra peraltro la discussione di Spykman sulla politica delle frontiere degli Stati, le scelte di politica estera sono «un compromesso tra varie istanze confliggenti» Nicholas J. Spykman, A.A. Rollins, Geographic Objectives in Foreign Policy, I, cit., p. 398. (di ordine politico ⋯