Kiyo Murakami

Uno tra la folla

⋯ Kiyo Murakami ⋯
Lanciamo sms
e-mail
voci nei giornali di bordo
proprio come i naufraghi
lanciavano in mare le loro bottiglie.
Chiediamo che ci salvino
dalle nostre isole senza spiagge.
Come sempre, ci sono maree
turisti e numerosi curiosi
e solo qualche volta
uno tra la folla ⋯

Trapelare la virilità

⋯ Kiyo Murakami ⋯
All’immagine di un volto da sogno o ideale, è preferibile la faccia di una realtà per quello che è, per le parole che ha, per il suo cortese incespicare, per la bontà che trapela dalla sua virilità, per essersi saputo situare oltre ogni possibile ⋯

Dove la parola ci abbandona

⋯ Kiyo Murakami ⋯
Molti stati mentali complessi si trasmettono meglio con gesti che con frasi, mentre altri sembrano sottrarsi completamente al linguaggio verbale. I tentativi di comunicare sentimenti sottili o elusivi lasciano in tutti noi un senso di inadeguatezza del linguaggio. La poesia, dopo tutto, è un ⋯

Processo coerente di deduzione logica

⋯ Kiyo Murakami ⋯
Le ideologie ritengono che una sola idea basti a spiegare ogni cosa nello svolgimento dalla premessa, e che nessuna esperienza possa insegnare alcunché dato che tutto è compreso in questo processo coerente di deduzione logica. ⋯

La voce dell’istinto

 ⋯ Kiyo Murakami ⋯ La voce dell’istinto è sempre giusta “in qualche modo”, ma non ha ancora imparato a esprimersi esattamente. ⋯

Evento che subentra all’aspettativa

⋯ Kiyo Murakami ⋯
C’è una relazione interna tra desiderio e soddisfacimento così come tra voler dire e dire, tra aspettativa e adempimento. Il cercare presuppone che io sappia ciò che sto cercando. Come so di aver trovato proprio quello che ho cercato finora? Lo so poiché ciò ⋯

Senza movente personale

⋯ Kiyo Murakami ⋯ Nessun uomo ha fatto mai qualcosa solo per gli altri e senza alcun movente personale; anzi, come dovrebbe egli poter fare qualcosa che fosse senza riferimento con lui, cioè senza intima necessità (che dovrebbe tuttavia avere la sua ragione in un bisogno personale)? Come ⋯

Necessità di distinguere

⋯ Kiyo Murakami ⋯ La semplicità è la necessità di distinguere sempre, ogni giorno, l’essenziale dal superfluo. ⋯

Vorrei sapere…

 ⋯ Kiyo Murakami ⋯
Vorrei sapere quando ti ho perso
in quale data in che momento
forse quel martedì ch’ero triste
o un mese prima d’averti visto
forse quella domenica pomeriggio
ch’ero allegra e parlavo troppo di me
forse in una data remota
inesplicabile e ignota
come il ⋯

Tollerare il passato

⋯ Kiyo Murakami ⋯
Era ancora troppo giovane
per sapere che la memoria del cuore
elimina i brutti ricordi
e magnifica quelli belli,
e che grazie a tale artificio
riusciamo a tollerare il passato. ⋯

La sfida estrema

⋯ Kiyo Murakami ⋯
Eppure, a dispetto della loro apparente semplicità e della loro natura fondamentale, i numeri primi restano gli oggetti più misteriosi studiati dai matematici. In una disciplina che si dedica a trovare andamenti regolari e ordine, i numeri primi rappresentano, la sfida estrema. Provare a ⋯

Comprendere è attività eseguita pubblicamente

Kiyo Murakami Comprendere, se lo è talvolta, non è sempre la capacità di “interpretare” qualcosa: più spesso (la gran maggioranza dei casi) significa saper “vedere” qualcosa e saper “mostrare“, a sua volta, questo qualcosa ad un altro. Comprendere, anziché interiormente, ⋯

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