La gaia scienza

Ammirare e disprezzare

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Un saggio chiese a un pazzo quale fosse la strada per la felicità.
Senz’indugio, come uno cui fosse richiesta la strada per la città più vicina, costui rispose: «Ammira te stesso e vivi per le strade!».
«Basta,» esclamò il saggio «tu pretendi troppo, mi ⋯

Sarò io a soffiar su me stesso

Egon Schiele ⋯
Le tempeste sono il mio pericolo: avrò la mia tempesta che mi farà perire come Oliver Cromwell perì nella sua?
O mi consumerò come una candela che non è già il vento a spegnere col suo soffio, ma che si è stancata di se ⋯

Godimenti grossolani

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[..]Non vorrei alla fine che passasse sotto silenzio la cosa più importante: da tali abissi, da tale grave malanno, anche dal malanno del grave sospetto, si torna indietro rinati, con la pelle cambiata, più suscettibili, più maliziosi, con un gusto più sottile per la ⋯

Fraintendimento del corpo

Henri-Michel Chapu ⋯ Mercurio inventando il Caduceus
Abbastanza spesso mi sono chiesto se la filosofia, in un calcolo complessivo, non sia stata fino a oggi principalmente soltanto un’interpretazione del corpo e un fraintendimento del corpo. Dietro i supremi giudizi di valore, da cui fino a oggi è stata guidata la storia ⋯

Il nocciolo dell’essere umano

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La coscienza è l’ultimo e più tardo sviluppo dell’organico e di conseguenza anche il più incompiuto e depotenziato […]. Si pensa che qui sia il nocciolo dell’essere umano: ciò che di esso è durevole, eterno, ultimo, assolutamente originario! Si considera la coscienza una stabile ⋯

L’effimero oblio di sé

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Come potremmo noi accontentarci dell’uomo di oggi? È abbastanza grave, ma è inevitabile che soltanto con un inutile sforzo per mantenerci seri possiamo guardare alle sue più degne mete e speranze, e forse non guardiamo neppure più. Un altro ideale ci precede correndo, un ⋯

Manca ai più la coscienza intellettuale

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«Faccio sempre di nuovo la stessa esperienza e sempre di nuovo mi ribello ad essa: non voglio crederci, benché lo tocchi con mano: manca ai più la coscienza intellettuale; anzi spesso ho avuto quasi l’impressione che se si esige una tale coscienza, si finisce ⋯

Vivere pericolosamente!

 ⋯ Occorrono molti valorosi precursori, i quali non possono scaturire dal nulla – e tanto meno dalla sabbia e dal limo della civiltà attuale e dalla educazione metropolitana; uomini che sappiano essere silenziosi, solitari, risoluti, paghi e costanti in una invisibile operosità; uomini che con ⋯

Chi si sa profondo, si sforza d’essere chiaro

Egon Schiele ⋯ Gli amanti Chi si sa profondo, si sforza d’essere chiaro; chi vorrebbe sembrar profondo alla moltitudine, si sforza d’essere oscuro.
La moltitudine infatti prende per profondo tutto quello di cui non può vedere il fondo: è così timorosa e va in acqua così a malincuore. ⋯

Cupa compagna di viaggio

Egon Schiele ⋯
È per me una melanconica felicità vivere in mezzo a questo gomitolo di stradicciuole, di miserie, di voci: quanto piacere, quanta impazienza e brama, quanta vita assetata ed ebbrezza della vita si rivelano qui in ogni istante!
Eppure, per tutti questi esseri tumultuosi che ⋯

Al di qua del ponticello

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Nei rapporti con le persone che hanno il pudore dei loro sentimenti bisogna sapersi dissimulare. Esse sono prese da odio subitaneo per colui che le coglie in un momento di tenerezza o di esaltazione ed elevazione, quasi che costui avesse scorto i loro segreti. ⋯

L’animale infelice

Egon Schiele  ⋯ Langhaariger Akt, vornubergebeugt, Ruckenansicht Temo che gli animali vedano nell’uomo un essere loro uguale che ha perduto in maniera estremamente pericolosa il sano intelletto animale: vedano cioè in lui l’animale delirante, l’animale che ride, l’animale che piange, l’animale infelice. ⋯

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