La gaia scienza

Gerarchia degli istinti

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Laddove c’imbattiamo in una morale, ivi troviamo una valutazione e una gerarchia degli istinti e delle azioni umane.
Queste valutazioni e gerarchie sono sempre l’espressione dei bisogni di una comunità e di un gregge: ciò che ad esso risulta utile in primo luogo – ⋯

Ammirare e disprezzare

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Un saggio chiese a un pazzo quale fosse la strada per la felicità.
Senz’indugio, come uno cui fosse richiesta la strada per la città più vicina, costui rispose: «Ammira te stesso e vivi per le strade!».
«Basta,» esclamò il saggio «tu pretendi troppo, mi ⋯

Sarò io a soffiar su me stesso

Egon Schiele ⋯
Le tempeste sono il mio pericolo: avrò la mia tempesta che mi farà perire come Oliver Cromwell perì nella sua?
O mi consumerò come una candela che non è già il vento a spegnere col suo soffio, ma che si è stancata di se ⋯

Ai realisti

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Voi uomini sobri che vi sentite corazzati contro la passione e i capricci della fantasia, voi vorreste gloriarvi del vostro vuoto e pavoneggiarvi con esso, vi chiamate realisti e date ad intendere che il mondo sia realmente costituito nel modo che appare a voi: ⋯

Parziale ottenebramento dello spirito

Egon Schiele ⋯ Mourning Woman
Pochi uomini in generale hanno fede in se stessi – e di questi pochi gli uni la ricevono in sorte come una utile cecità o come un parziale ottenebramento del loro spirito – (che cosa scorgerebbero se potessero vedere se stessi fino in fondo!). ⋯

Godimenti grossolani

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[..]Non vorrei alla fine che passasse sotto silenzio la cosa più importante: da tali abissi, da tale grave malanno, anche dal malanno del grave sospetto, si torna indietro rinati, con la pelle cambiata, più suscettibili, più maliziosi, con un gusto più sottile per la ⋯

La verità a ogni costo

Egon Schiele ⋯ Gustav Klimt in his blue smock
No, questo cattivo gusto, questo volere la verità, la «verità a ogni costo», questa farneticazione da adolescenti nell’amore della verità – ci sono venuti in uggia: per questo siamo troppo esperti, troppo rigorosi, troppo gioiosi, troppo bruciati, troppo profondi…
Non crediamo più che verità ⋯

Fraintendimento del corpo

Henri-Michel Chapu ⋯ Mercurio inventando il Caduceus
Abbastanza spesso mi sono chiesto se la filosofia, in un calcolo complessivo, non sia stata fino a oggi principalmente soltanto un’interpretazione del corpo e un fraintendimento del corpo. Dietro i supremi giudizi di valore, da cui fino a oggi è stata guidata la storia ⋯

Il nocciolo dell’essere umano

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La coscienza è l’ultimo e più tardo sviluppo dell’organico e di conseguenza anche il più incompiuto e depotenziato […]. Si pensa che qui sia il nocciolo dell’essere umano: ciò che di esso è durevole, eterno, ultimo, assolutamente originario! Si considera la coscienza una stabile ⋯

L’effimero oblio di sé

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Come potremmo noi accontentarci dell’uomo di oggi? È abbastanza grave, ma è inevitabile che soltanto con un inutile sforzo per mantenerci seri possiamo guardare alle sue più degne mete e speranze, e forse non guardiamo neppure più. Un altro ideale ci precede correndo, un ⋯

Un velo di belle possibilità

Egon Schiele ⋯
Ciò che però a noi si disvela, ci si disvela una volta sola! – I Greci potevano pur pregare: «Sia una seconda e una terza volta tutto quanto è bello!». (δὶς καὶ τρὶς τò καλóν, cfr. Platone)
Ah! essi avevano un buon ⋯

Manca ai più la coscienza intellettuale

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«Faccio sempre di nuovo la stessa esperienza e sempre di nuovo mi ribello ad essa: non voglio crederci, benché lo tocchi con mano: manca ai più la coscienza intellettuale; anzi spesso ho avuto quasi l’impressione che se si esige una tale coscienza, si finisce ⋯

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