Marcel Proust

È stato uno scrittore, saggista e critico letterario francese, la cui opera più nota è il monumentale romanzo Alla ricerca del tempo perduto pubblicato in sette volumi tra il 1913 e il 1927. La sua vita si snoda nel periodo compreso tra la repressione della Comune di Parigi e gli anni immediatamente successivi alla prima guerra mondiale; la trasformazione della società francese in quel periodo, con la crisi dell’aristocrazia e l’ascesa della borghesia durante la Terza Repubblica francese, trova nell’opera maggiore di Proust un’approfondita rappresentazione del mondo di allora. L’importanza di questo scrittore è tuttavia legata alla potenza espressiva della sua originale scrittura e alle minuziose descrizioni dei processi interiori legati al ricordo e al sentimento umano; la Recherche infatti è un viaggio nel tempo e nella memoria che si snoda tra vizi e virtù. Fonte: Le-citazioni.it

Difficile verità

Caravaggio ⋯ Proust, facendoci conoscere la sua esperienza della vita erotica, ci ha offerto un aspetto intellegibile di un tale avvincente gioco di opposizioni. Sembra che si possa cogliere il male, ma solo nella misura in cui il bene può esserne la chiave. Se l’intensità luminosa ⋯

Amare è cercare di spiegare

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L’amicizia può forse nutrirsi di osservazione e conversazione, ma l’amore nasce e si nutre d’interpretazione silenziosa. L’essere amato appare come un segno, un’«anima»: esprime un mondo possibile a noi sconosciuto. L’amato implica, include, imprigiona un mondo che occorre decifrare, e cioè interpretare. Si tratta ⋯

L’immensa zavorra di letteratura

Egon Schiele ⋯ Sitzender Junge Ci sono scrittori, avevo detto a Gambetti, che entusiasmano il lettore, quando li legge per la seconda volta, in misura assai più grande della prima volta, con Kafka mi accade ogni volta. Conservo Kafka nella memoria come un grande scrittore, avevo detto a Gambetti, ⋯

C’è salvezza nell’abiezione estrema

Egon Schiele ⋯ Landscape in Lower Austria Se gli eroi del romanzo ottocentesco lottano per far trionfare il senso, la totalità, sul non-senso del mondo (il mondo abbandonato da dio), Dostoevskij coglie il senso nel cuore stesso del non-senso. Per l’uomo di Dostoevskij tutto è nello stesso tempo senso e non-senso. ⋯

I tesori del re

Marcin Barjasz  ⋯ Polonia
È il titolo di una conferenza di John Ruskin, paradossale e mirabile protagonista, in Inghilterra e in Europa, del rinnovamento della storia dell’arte nel secolo scorso. Marcel Proust tradusse in francese quella conferenza e in una nota scrisse un bellissimo elogio del libro, la ⋯

Il tempo e le sue_nostre concezioni

Elliott Erwitt ⋯ Interrogarsi sulla natura del tempo, cercando di darne una spiegazione razionale in rapporto alla storia e, perché no, alla nostra quotidianità, è molto complicato. Sebbene la concezione del tempo sia andata trasformandosi nel corso della storia in modo frequentissimo e spesso radicale, cronologicamente  possiamo ⋯

Proust: l’edificio immenso del ricordo

 ⋯ (…) Ma quando niente sussiste d’un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a ⋯

Menzogna romantica e verità romanzesca

 ⋯ Cosa sappiamo del desiderio umano? L’opinione dominante, tanto nelle scienze umane che nel senso comune, è che l’uomo fissi in modo completamente autonomo il suo desiderio su un oggetto. Quest’approccio spiegherebbe la nascita del desiderio col fatto che ogni oggetto possiede in sé un ⋯

Pittura e musica della scrittura

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Lo scrittore, come dice Proust, inventa nella lingua una nuova lingua, una lingua, in qualche modo, straniera. Scopre nuove potenzialità grammaticali o sintattiche. Trascina la lingua fuori dai solchi abituali, la fa delirare. Ma il problema di scrivere non si scinde nemmeno da quello ⋯

Enciclopedia del cuore e del linguaggio

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A la recherche du temps perdu non è soltanto il più grande trattato sulle passioni umane offerto dal XX secolo, ma è anche il romanzo che si è più genialmente servito della quarta dimensione, il tempo, per delineare i personaggi. Questo tempo bergsoniano è ⋯

Le deleterie strategie narrative dei media

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È innegabile: la stagione dell’ultima tipologia culturale esplicitamente europea, quella che col senno di poi si potrebbe definire “neomarxista” (ma solo a patto di riallineare, con Marx, per lo meno Freud, Nietzsche e Saussure), attraversata dall’analisi dei fatti culturali sviluppata nel suo ⋯

Tutto è in atto

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Dietro l’atto non c’è potenza, non c’è exis, né virtualità. Rifiuteremo, per esempio, di intendere “genio” – nel senso in cui si è detto che Proust “aveva genio” o che “era” un genio – una singolare potenza di ⋯

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