Michel Foucault

Nasce a Poitiers (Francia) il giorno 15 ottobre 1926. Il padre, il nonno e come il bisnonno erano medici, orgogliosi della loro tradizione di famiglia, molto religiosa; così anche la carriera di Michel sembra essere predestinata. Ma il giovane già a undici anni sconcerta il padre dichiarando di voler diventare uno storico. Nel 1940 viene mandato in un collegio di frati; la madre tuttavia, che proviene da una famiglia meno rigida dal punto di vista religioso di quella del padre, fa impartire a Michel anche lezioni private di filosofia.

«Il normale e il patologico» …la cultura e l’errore

⋯ Thomas Dodd ⋯ “Un’anomalia non è un’anomalia. La diversità non significa malattia.” Successore di Gaston Bachelard sulla cattedra di storia e filosofia delle scienze alla Sorbona, Georges Canguilhelm può essere considerato il fondatore di un’epistemologia storica che grande influenza ha avuto sulla cultura del Novecento. In questa ⋯

Ogni volta unica, la fine del mondo

 ⋯ Ogni volta unica, la fine del mondo è un’opera singolare di Derrida, si fa fatica a includerla nella sua produzione filosofica, perché a tratti assume i toni del diario intimo, dell’aneddoto biografico. Il testo ci invita a una lettura che sia piana, pacata e ⋯

Michel Foucault e la letteratura: tra ipotesi di finzione e ipotesi di realtà

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Discutendo de L’archeologia del sapere di Michel Foucault, Gilles Deleuze suggerisce:
Può darsi che in quest’archeologia Foucault faccia il poema della sua opera precedente, e raggiunga il punto in cui la filosofia è necessariamente poesia, vigorosa poesia di ciò che è detto, contemporaneamente poesia  ⋯

Introduzione all’Antiedipo

 ⋯ Si immagini la storia come una massa globulare, una nebulosa, con oggetti puntuali inegualmente distribuiti e stati d’intensità differenziali: insieme aleatorio e stocastico più che continuo statistico. Il presente allora non sarebbe spesso che la derivata di questi oggetti e di questi stati, sorta ⋯

Bisogna cercare nuove armi

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Siamo in una crisi generalizzata di tutti gli ambienti di internamento, carcere, ospedale, fabbrica, scuola, famiglia. La famiglia è un “interno” in crisi come ogni altro interno, scolastico, professionale, ecc. I ministri competenti non fanno che annunciare delle riforme ritenute necessarie. Riformare ⋯

Dal dipinto al racconto in un gioco di specchi.

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Volendo mantenere aperto il rapporto tra il linguaggio e il visibile, volendo parlare a partire dalla loro incompatibilità e non viceversa, in modo da restare vicinissimi sia all’uno che all’altro, bisognerà allora cancellare i nomi propri e mantenersi nell’infinito di questo compito. È forse  ⋯

Non vi è nulla al di fuori del testo

 ⋯ Già si è detto tutto, ma siccome viviamo dimenticando, bisogna continuare a ripeterlo. La ripetizione non è innocente: produce nuovi effetti. Se si pensa al termine “postmoderno“, vengono rapidamente in mente persone come Nietzsche, Heidegger, Foucault e Derrida, ma nessuno ha mai ⋯

Le deleterie strategie narrative dei media

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È innegabile: la stagione dell’ultima tipologia culturale esplicitamente europea, quella che col senno di poi si potrebbe definire “neomarxista” (ma solo a patto di riallineare, con Marx, per lo meno Freud, Nietzsche e Saussure), attraversata dall’analisi dei fatti culturali sviluppata nel suo ⋯

La psiche come respiro

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La parola psiche la incontriamo in Omero con riferimento all’ultimo respiro. psychein, infatti, è un verbo greco che significa respirare, e anche la parola corpo (in greco soma) era riferita unicamente al cadavere, nel senso che il corpo vivo per Omero, era un corpo ⋯

La Scrittura e La Differenza

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Non è improprio considerare questo libro di Derrida come un vero classico dei nostri anni: uscito in Francia nel 1967, e comparso nella versione italiana (quella che qui si ristampa) nel 1971, il libro ha aperto prospettive inedite, ha proposto temi per discussioni intense ⋯

I rituali di circostanza

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Non più dissolte nella loro ambivalenza le parole si accumulano e “fanno senso”, un Senso che ricevono dal modello in cui si riproducono, senza poter nulla restituire perché nell’ordine del discorso, la parola che non si inserisce, o il cui messaggio minaccia di modificare ⋯

Progetto storico-genealogico

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Paul Michel Foucault (Francia 1926-1984) è stato un sociologo, filosofo, psicologo, archeologo dei saperi, saggista letterario, professore al Collège de France, tra i grandi pensatori del XX secolo Foucault fu l’unico che realizzò il progetto storico-genealogico propugnato da Friedrich Nietzsche allorché segnalava che, nonostante ⋯

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