Monika Ekiert Jezusek

Godimento intransitivo

⋯ Monika Ekiert Jezusek ⋯
Il testo di godimento è assolutamente intransitivo. Pure, la perversione non basta a definire il godimento; è l’estremo della perversione a definirlo: estremo sempre spostato, estremo vuoto, mobile, imprevedibile. Questo estremo garantisce il godimento: una perversione media si carica ben presto di un gioco ⋯

Spazio alla possibilità

⋯ Monika Ekiert Jezusek ⋯
Non si tratta di voler stupidamente sfuggire all’utile, ancor meno di negare la fatalità che dà sempre a esso l’ultima parola ma, si tratta di fare spazio alla possibilità di vedere apparire quel che seduce, ciò che sfugge nell’istante dell’apparire alla necessità di rispondere ⋯

Impazienza

⋯ Monika Ekiert Jezusek ⋯ ⋯

Lo scompiglio

⋯ Monika Ekiert Jezusek ⋯ Si crede che, quando una cosa finisce, un’altra ricomincia immediatamente. No. Tra le due cose, c’è lo scompiglio. ⋯

Cosa significa fare silenzio?

⋯ Monika Ekiert Jezusek ⋯ Significa forse non dire nulla e restare muti? Può far silenzio solo colui che ha qualcosa da dire. Fa silenzio nella misura in cui manifesta nel suo dire, e solo lì, ciò che non è detto. ⋯

Quando si capisce…

⋯ Monika Ekiert Jezusek ⋯ Per scrivere bisogna amare, e per amare bisogna capire. ⋯

Solitudini di mai chiamato

⋯ Monika Ekiert Jezusek ⋯
Nome che stai al centro,
il tuo suono ciocca e s’imperla di voci
ma nessuna ti tiene, nessuna ti osa in
suoni, in lettera e in cifra. Nelle tue solitudini
di mai chiamato. Come tutto è assai strano.
A me sembra. Assai strano.
Ti ⋯

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