Safet Zec

La mediocrità

Safet Zec ⋯ Non è il male che corre sulla Terra, ma la mediocrità. Il crimine non è Nerone che suonava la lira mentre Roma bruciava, ma il fatto che la suonasse male. ⋯

Disimparare ad amare gli altri

Safet Ze Si comincia col disimparare ad amare gli altri e si finisce col non trovare più niente in noi stessi degno d’essere amato. ⋯

Di un corpo un’anima

Safet Zec  ⋯
Amarsi è…
fare di un’anima un corpo
di un corpo un’anima
di una presenza… Te. ⋯

Fortunato colui al quale latrano i cretini

 ⋯ Safet Zec ⋯ L’invidia è la religione dei mediocri. Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del ⋯

Groviglio di emozioni

 ⋯ Safet Zec ⋯
Quando il contatto con l’altro passa per il pensiero, non c’è propriamente un contatto, ma un reiterarsi del rapporto attraverso immagini, un groviglio di emozioni e sentimenti a comando, dove la percezione è annullata. ⋯

Escludere significa affermare un’appartenenza

Safet Zec ⋯
Solo l’esclusione dell’altro, del diverso, consente al potere di conservare la propria ideologia senza tener conto delle sue contraddizioni. Escludere significa affermare un’appartenenza nel momento in cui la si nega. Ciò che viene escluso è riconosciuto e dichiarato come proprio dallo stesso atto di ⋯

La dispensa

Safet Zec ⋯ Credo che amare non sia semplicemente dare, ma a cosa sei disposto a rinunciare per diventare ciò che non sei ancora. ⋯

Tre generi di personaggi

 ⋯ Safet Zec ⋯
In tutta la sua opera Spinoza non cessa di denunciare tre generi di personaggi: l’uomo dalle passioni tristi; l’uomo che sfrutta queste passioni tristi, che ha bisogno di esse per stabilire il suo potere; infine, l’uomo che si rattrista per la condizione umana e ⋯

Il nominare non distribuisce nomi

⋯ Safet Zec ⋯ Il nominare non distribuisce nomi, non applica parole, bensì chiama entro la parola. Il nominare chiama. Il chiamare avvicina ciò che chiama. Il chiamare è sempre un chiamare presso e lontano, è evocare dall’assenza, è condurre alla presenza. Il linguaggio chiama mondo e cose ⋯

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi