sulla speranza

Per me si va ne la città dolente

Gustave Doré ⋯
Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapïenza e ‘l primo amore.
Dinanzi a me non ⋯

Un lungo monologo

Gustave Doré ⋯
La “Commedia” non è un’opera, è un lungo monologo che mette il lettore di fronte a scelte radicali legate alla tragedia dello stare al mondo e alla speranza di salvezza. ⋯

La Chiesa militante alcun figliuolo

Gustave Doré ⋯
La Chiesa militante alcun figliuolo
non ha con più speranza, com’ è scritto
nel Sol che raggia tutto nostro stuolo:
però li è conceduto che d’Egitto
vegna in Ierusalemme per vedere,
anzi che ‘l militar li sia prescritto. ⋯

E come li stornei ne portan l’ali

Gustave Doré ⋯
E come li stornei ne portan l’ali
nel freddo tempo a schiera larga e piena,
così quel fiato li spiriti mali
di qua, di là, di giù, di su li mena;
nulla speranza li conforta mai,
non che di posa, ma di minor pena. ⋯

Ma non sì che paura non mi desse

Gustave Doré ⋯ L'ultima cena
Ma non sì che paura non mi desse
la vista che m’apparve d’un leone.
Questi parea che contra me venisse
con la test’alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l’aere ne tremesse.
Ed una lupa, che di tutte brame
sembrava carca nella ⋯

Per lor maladizion

Gustave Doré ⋯ Naomi e le sue nuore
Per lor maladizion sì non si perde,
che non possa tornar, l’etterno amore,
mentre che la speranza ha fior del verde. ⋯

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