
La televisione produce i fatti. Quando una telecamera si accende in piazza, la folla cambia modo di stare. Ogni gesto è un segno per chi siede in salotto. È una logica di base della comunicazione. Un tempo l’evento accadeva e poi veniva scritto. Ora ⋯

La verticalità si fa icona e il colore diventa un guscio emotivo che avvolge il mistero dell’adolescenza in un abbraccio di cobalto. Nel 1911, Egon Schiele attraversa una fase di metamorfosi sublime: l’eleganza lineare appresa da Gustav Klimt viene qui filtrata attraverso una sensibilità ⋯
Ciò che più inquieta chi conosce davvero il funzionamento dell’IA non è la sua capacità di creare, ma la sua capacità di convincere senza comprendere. Questo è il nucleo del problema: la competenza apparente. Quando un’IA genera una risposta, la maggior parte degli utenti ⋯

La stupidità non è l’opposto dell’intelligenza, ma la sua perversione. Non è mancanza di sapere, bensì rifiuto del dubbio, chiusura all’interpretazione, irrigidimento del senso. Il vero stupido non è colui che ignora, ma chi crede di sapere già tutto: chi riduce il mondo a ⋯
In questa guerra totale per la civiltà, il linguaggio non è un campo neutro, ma uno dei fronti di battaglia più cruciali e sanguinosi. Lo scontro tra i produttori e i saccheggiatori non si combatte solo nelle fabbriche, nei laboratori e nelle aule dei ⋯

Baudrillard sviluppa una delle sue analisi più potenti sulla condizione postmoderna: la progressiva dissoluzione del legame tra segni e significati. In un mondo saturo di informazioni e immagini, i simboli tradizionali hanno perso ogni ancoraggio stabile, fluttuando liberamente in un universo di pura significazione ⋯