
Nel panorama variegato delle teorie libertarie, l’individualismo anarchico si distingue per la sua radicale intransigenza. Non cerca di rifondare la società su nuove basi collettive, non sogna utopie comunitarie dove la tirannia del singolo è sostituita dalla tirannia della maggioranza o del bene comune ⋯

C’è una forza magnetica che scaturisce dal foglio quando Egon Schiele decide di guardarsi allo specchio non per spogliarsi, ma per rivestirsi di un’identità nuova. Nel 1911, anno della sua esplosione creativa, l’artista realizza l’Autoritratto con vestito, un’opera che segna un punto ⋯
Nel crepuscolo della modernità, quando le promesse dell’Illuminismo sembrano essersi rovesciate nel loro contrario, assistiamo a un fenomeno inquietante: la delega sistematica delle facoltà più propriamente umane a dispositivi tecnologici. Nietzsche, con la sua consueta preveggenza, aveva già intuito che la scienza, lungi dall’essere ⋯
La musica riempiva la stanza, una cascata di note che avrebbe dovuto elevare lo spirito verso vette di sublime contemplazione, ma che invece sembrava scavare un fossato ancora più profondo tra me e la possibilità di una consolazione. Ascoltavo Beethoven e pensavo a come ⋯
Spesso ci si imbatte in una concezione della cultura che è non solo limitata, ma dannosa per l’emancipazione delle classi subalterne. Si tratta dell’idea abitudinaria secondo cui la cultura sia un magazzino ben fornito di notizie, una sorta di enciclopedia ambulante dove gli uomini ⋯
Nel passaggio dalla considerazione del bello a quella del sublime, ci addentriamo in una regione dove la pura conoscenza deve ingaggiare una lotta per liberarsi dalla tirannia della volontà. Mentre nel bello la pura conoscenza ha preso il sopravvento senza lotta, giacché la bellezza ⋯
Nel tribunale della morale borghese, dove ogni giudice indossa la toga nera del conformismo e ogni giurato ha venduto la propria anima in cambio di una rassicurante mediocrità, io mi ergo non come imputato, ma come accusatore. Voi parlate di giustizia, ma la vostra ⋯
Uno sguardo che ti insegue, una mano che sembra voler bucare la superficie della carta per ghermirti, un corpo che vibra di una tensione elettrica quasi insostenibile. Nel 1911, anno della sua definitiva consacrazione e di una ricerca psicologica senza precedenti, Egon Schiele firma ⋯
Per comprendere la profondità della trappola in cui la società contemporanea è caduta, dobbiamo risalire alle radici etiche che per secoli hanno governato l’economia domestica e pubblica. Un tempo, l’etica protestante descritta da Max Weber, che ha costituito l’ossatura dello spirito del capitalismo nella ⋯
Un uomo che chiude gli occhi davanti alla propria epoca non sta dormendo, ma sta cercando di ascoltare il battito del proprio sangue. Nel 1911, anno in cui Egon Schiele abbandona definitivamente ogni residuo di timidezza accademica per abbracciare una visione spietata e poetica ⋯
Scrivo questo non per lasciare un monumento di carta, ma per sfogare l’incendio che mi divora. La mia mano corre sulla pagina come i miei piedi correvano sul palco, ma qui non c’è musica, non c’è pubblico che applaude, c’è solo il silenzio assordante ⋯
Il 1918 non è solo un numero inciso nel marmo della storia dell’arte; è l’anno in cui il respiro di Vienna si fa corto, stretto tra l’agonia di un impero millenario e il presagio di un nuovo mondo che stenta a nascere. In questo ⋯
Viviamo immersi in una colossale finzione, una rappresentazione teatrale permanente dove il copione è stato scritto altrove e gli attori si limitano a ripetere frasi fatte, slogan approvati e posture studiate a tavolino. Non c’è più spazio per l’imprevisto, per il guizzo di genio ⋯
Un profilo affilato che taglia lo spazio come la lama di un coltello, una linea di confine che separa due mondi apparentemente inconciliabili: l’ordine burocratico dell’Impero e l’ardore irrequieto di un’anima bohémien. Nel maggio del 1907, un Egon Schiele non ancora diciottenne e fresco ⋯
Chiunque si accinga a rileggere la favola del pezzo di legno deve preventivamente spogliarsi della rassicurante convinzione di avere tra le mani un oggetto inerte, un semplice volume rilegato destinato all’infanzia o alla pedagogia domestica. Non v’è nulla di innocente nell’incipit collodiano, in quell’errore ⋯
Esistono volti che sembrano emergere da un abisso temporale per interrogarci sulla nostra stessa essenza. Nel 1910, Egon Schiele incontra la giovane Leopoldine, detta Poldi, durante un’estate febbrile a Krumau. Quello che ne scaturisce non è un semplice ricordo di vacanza, ma il Ritratto ⋯