
Hannah Arendt dedica una profonda riflessione al ruolo del pensiero critico nella formazione della coscienza morale, evidenziando come l’attività del pensare sia fondamentale per lo sviluppo di un giudizio etico autonomo. La sua analisi rivela come l’assenza di pensiero riflessivo possa portare a comportamenti ⋯


Io non voglio vivere l’esistenza di Budda, più che quella di Confucio. Non più quella di Zenone che quella di Pitagora o di Socrate. Non più quella di Saul di Tarso che quella di Epicuro. Non più quella di Epitteto che quella di Fox. ⋯
Nella schizofrenia (…) le vere difficoltà cominciano con la disintegrazione della personalità e col fatto che il complesso dell’Io viene privato della sua consueta posizione di preminenza. (…) È come se i fondamenti stessi della psiche cedessero, come se un’esplosione o un terremoto lacerassero ⋯
Che ci sono persone alle quali semplicemente non piacete, qualsiasi cosa facciate. Che nonostante pensiate di essere furbi, non lo siete molto. Che la validità logica di un ragionamento non ne garantisce la verità. Che le persone cattive non credono mai di essere cattive, ⋯

Noi baby boomer siamo i primi ad avere a disposizione questo terzo tempo supplementare.




