
Il corpo si scinde, la linea si spezza e la carta diventa il palcoscenico di una vertigine interiore dove l’io si moltiplica per non soccombere al vuoto. Nel 1914, mentre il mondo asburgico vacilla sull’orlo dell’abisso bellico, Egon Schiele compie un’operazione di chirurgia dell’anima ⋯

Il colore si fa architettura dell’anima e la trama di un tessuto diventa il perimetro entro cui l’artista cerca di proteggere l’ultimo lembo di bellezza domestica. Nel 1915, l’anno fatidico del matrimonio e della partenza per il fronte, Egon Schiele realizza Edith Schiele in ⋯
Il segno si placa, la linea ritrova un equilibrio architettonico e il tormento cede il passo a una forma di devozione lucida e borghese. Nel 1914, la vita di Egon Schiele subisce un ribaltamento radicale: l’ingresso di Edith Harms nella sua orbita sentimentale non ⋯
Sono molto solo: non terribilmente solo. Perché io amo esser solo. Ho bisogno di essere solo: per contemplare, per pensare… A volte mi danno noia perfino le persone che amo: mia figlia, mia moglie… E, quando accade, zitto zitto, mi alzo e vado in ⋯

L’inchiostro si fa sostanza intellettuale e la lastra di metallo diventa il campo di forza dove si celebra l’alleanza più significativa della Vienna espressionista. Nel 1914, Egon Schiele incide il ritratto di Arthur Roessler non come un semplice tributo fisionomico, ma come una radiografia ⋯

Le strade di Yvetot erano fatte di mattoni rossi e di fango quando pioveva forte. Abitavamo in una casa che non conosceva il silenzio. La drogheria al piano terra era il centro di ogni nostro gesto quotidiano. Il pavimento di mattonelle grigie portava i ⋯
Il segno si fa respiro affannoso e la carta diventa il sudario di un amore che si spegne sotto i colpi di un nemico invisibile. Nell’ottobre del 1918, mentre la pandemia di influenza spagnola falcia la Vienna esausta dalla Grande Guerra, Egon Schiele siede ⋯


L’arte si trasforma in un atto di resistenza silenziosa, un perimetro di pochi centimetri quadrati dove la libertà del pensiero sfida il filo spinato della realtà bellica. Nel 1916, mentre l’Europa è dilaniata dal primo conflitto mondiale, Egon Schiele vive l’esperienza paradossale di un ⋯
La matita si muove sul foglio con la precisione di un bisturi, recidendo ogni legame con il superfluo per isolare la tensione elettrica che corre tra due corpi in un silenzio che si fa spazio architettonico. Nel 1914, Schiele approda a una fase di ⋯
Le pieghe pesanti di un tessuto grigio si fanno corazza contro le tempeste del 1912, l’anno in cui il mondo di Schiele vacilla sotto il peso del processo di Neulengbach. Al centro di questo bozzolo protettivo c’è Wally Neuzil, la musa che fu ancora ⋯
L’estate è una sospensione del tempo, un intervallo in cui la realtà sembra farsi più sottile per lasciar trapelare il battito profondo delle cose. Nel 1955, le coste di Long Island non erano ancora il palcoscenico della mondanità frenetica, ma un rifugio di dune ⋯
Vivere a Palermo negli anni Ottanta significava abitare una città in stato di assedio permanente, dove la bellezza dei monumenti barocchi faceva da contrappunto all’odore acre della polvere da sparo. Per chi, come me, aveva scelto di indagare le viscere di Cosa Nostra, ⋯