La frase di Odo, non ci sarà per la marcia di domani, è un fulmine a ciel sereno nella sua apparente semplicità. Pronunciata con una sobrietà quasi disarmante, non è un annuncio drammatico di morte, ma una dichiarazione pacata di assenza. Eppure, chi ⋯
L’assenza di Odo domani
La frase di Odo, non ci sarà per la marcia di domani, è un fulmine a ciel sereno nella sua apparente semplicità. Pronunciata con una sobrietà quasi disarmante, non è un annuncio drammatico di morte, ma una dichiarazione pacata di assenza. Eppure, chi ⋯


La fama di Odo, che è stata conquistata con una vita intera dedicata alla lotta e al sacrificio, si trasforma nel racconto in una vera e propria gabbia dorata. Odo è rispettata, citata e venerata da tutti, ma sempre mantenuta a una distanza di ⋯
Odo si ritrae nel paesaggio interiore della sua memoria, dove il passato non è un archivio polveroso di eventi, ma una presenza vivente, un tessuto che si intreccia con il suo presente. I ricordi del suo amore per Rulag, una figura che ha segnato ⋯
Sapeva, pur senza sentirsi obbligato a dirselo, che stava facendo in quel momento quello che fanno gli animali malati o feriti: cercava un rifugio dove morire solo, come se la casetta del signor Van Herzog non fosse la solitudine […] Giunse infine all’avvallamento che ⋯

L’immagine che abbiamo l’uno dell’altro. Strati e strati d’incomprensione. L’immagine che abbiamo di noi stessi. Vana. Presuntuosa. Completamente distorta. Ma noi tiriamo dritto e viviamo di queste immagini. «Lei è così, lui è così, io sono così. È successo questo, è successo per ⋯
Morire è diventato molto costoso. Ma è mai stato gratis? Forse con le pillole è un po’ più caro, con la pistola è un po’ più difficile, dato che te la devi procurare, ma ci sono anche modi più semplici e assolutamente gratuiti: affogare, ⋯
(…) e un mattino, di punto in bianco, non aveva quasi più avuto la forza di alzarsi, quello fu un segnale, cosi Reger a me, e ho ricominciato a mangiare, e poi ho anche ricominciato a occuparmi di Schopenhauer, proprio di Schopenhauer ci stavamo ⋯
Fëdor Dostoevskij è spesso considerato un precursore del pensiero esistenzialista, nonostante non abbia mai aderito a una corrente filosofica organizzata. Nei suoi romanzi, specialmente in Crimine e castigo, Il giocatore, I demoni e I fratelli Karamazov, emerge con forza il conflitto ⋯
Nemmeno l’erba è cresciuta. Non si può essere vagabondo e artista e allo stesso tempo un borghese sano e cosciente. Se vuoi l’ebbrezza, accetta anche la sbornia! Se vuoi il sole e belle fantasie, accetta anche la sporcizia e la noia! Tutto è dentro ⋯
E insomma, io i soldi li do volentieri. Ve li posso dare soprattutto perché non sono miei, né mai potrebbero davvero diventarlo, non avendo in sé alcun carattere o attributo. L’unica cosa che si può dire di loro attiene alla loro quantità: pochi, molti, ⋯
Il racconto di Benni conclude idealmente la raccolta con una meditazione profondissima sulla natura della solitudine esistenziale, esplorando il paradosso di un uomo che cerca la solitudine più assoluta per poi scoprire che la vera solitudine è una condizione interiore da cui non si ⋯
Sono uomini, come tutti gli uomini, entrati nel mondo grazie a un altro uomo, un garante che ha aperto la porta e, se sono fortunati, l’ha fatto con garbo, forse con un sorriso rassicurante e una pacca d’incoraggiamento su una spalla. E certo i ⋯
Le cose alle quali tenevi di più, ti decidi un bel giorno a parlarne sempre meno, devi fare uno sforzo quando ti ci metti. Ne hai le scatole piene di ascoltarti sempre cianciare… Tagli via… Rinunci… È da trent’anni che stai a cianciare… Non ⋯
L’eco del peccato di Eva si propaga rapidamente attraverso il Giardino dell’Eden, raggiungendo Adamo e segnando un punto di non ritorno nella narrazione del Paradiso Perduto. Dopo aver ceduto alla seduzione del Serpente e aver assaporato il frutto proibito dell’Albero della Conoscenza del ⋯