Non so perché la gente dice che i cavalli sono gentiliE i colombi sono belli
E nessuno invece alleva avvoltoi.
Non so perché un bocciolo di trifoglio
È considerato più umile di un tulipano rosso.
Dobbiamo lavare i nostri occhi
Dobbiamo vedere diversamente ⋯

Questa cartolina, inviata da Emmy Obransky a Egon Schiele il 14 ottobre 1918, si presenta come un piccolo rettangolo di cartoncino (13.9×9 cm) che racchiude in sé un universo di significati, un frammento di corrispondenza privata che, alla luce degli eventi successivi, si eleva ⋯

Questa cartolina, inviata da Anton Peschka a Egon Schiele il 13 aprile 1918, si presenta come un piccolo rettangolo di cartoncino che racchiude in sé un universo di significati, un frammento di corrispondenza privata che, pur nella sua brevità e semplicità, si erge a ⋯
Questa cartolina, inviata da Anton Peschka a Egon Schiele il 18 giugno 1918, si presenta come un piccolo rettangolo di cartoncino (13.8×8.9 cm) che racchiude in sé un universo di significati, un frammento di corrispondenza privata che, pur nella sua brevità e semplicità, si ⋯


«Sai che cosa credo, amico mio? che non bisogna vivere come loro vivono: sempre insieme, sempre insieme! Bisogna vedersi solo per il lavoro, o quando ci si vuole riposare o divertire. Io osservo e penso: perché con gli estranei ogni persona è tanto affettuosa? ⋯
L’Autoritratto del 1914 non si presenta come una mera rappresentazione fisionomica, bensì come uno sguardo introspettivo nell’abisso dell’io, un’esplorazione cruda e senza filtri della propria interiorità resa con l’incisiva tecnica della puntasecca. L’incisione su carta (21.9 × 17.8 cm) si rivela uno studio ⋯

Questa narrazione mitologica esplora con estrema cura la complessa e affascinante dinamica relazionale intercorsa tra due potenti divinità gemelle del pantheon greco, analizzando profondamente come sentimenti umani quali l’invidia e il desiderio di controllo possano corrompere persino le sfere celesti più pure. Attraverso una ⋯
Lo stesso di lui, comare — rispose —: fare il mio dovere. Il primo ottobre, all’alba, il colonnello Aureliano Buendía, con mille uomini ben armati, attaccò Macondo e la guarnigione ricevette l’ordine di resistere fino alla fine. A mezzogiorno, mentre il generale Moncada pranzava ⋯
L’idea di abbandonare la casa Tobler, quella villa sulla collina che sembrava un maniero assediato non da eserciti nemici ma da debiti e scadenze cambiarie, attraversava la mente di Joseph con la regolarità di una marea. Spesso, seduto alla sua scrivania nella torretta, con ⋯
L’avaria del mezzo pesante segna una svolta decisiva nel cammino dell’ufficiale, un evento apparentemente fortuito che si trasforma in catalizzatore di un destino ineluttabile. Il guasto meccanico non costituisce un semplice contrattempo logistico, ma simboleggia potentemente la fragilità delle strutture umane di fronte all’imprevedibilità ⋯
Finora la nostra scelta s’è imbattuta in temi sinistri, macabri, orripilanti. Per cambiare atmosfera e rappresentare lo humour visionario, ecco di Gogol’ questa meravigliosa novella che sviluppa uno dei temi dominanti della letteratura fantastica: una parte della persona che si stacca e agisce indipendentemente ⋯
Tra i racconti di questo grande narratore russo (1831-1895) ce ne sono certamente altri che meritano più di questo la definizione di fantastico. Ma il ritmo di sarabanda infernale che anima questa novella, la trasfigurazione che agli occhi d’un giovane assumono gli avvenimenti ⋯