
L’eredità di Allen Ginsberg, come emerge dai suoi diari del 1965-1971, si rivela multifacettata e profondamente influente, estendendosi ben oltre il campo della poesia per toccare vari aspetti della cultura americana e globale. Come poeta, Ginsberg ha lasciato un’impronta indelebile sulla letteratura americana. I ⋯

L’effetto euforizzante delle due settimane berlinesi, la cui causa resta da scoprire, fu di breve durata. Il 20 ottobre, Nietzsche, ancora di buon umore, porta ad esecuzione un proposito che auspicava da mesi: abbandonare la ‘Franconiaî, l’associazione di studenti di cui era membro. Poco ⋯
Lo Studio come Specchio
Natura Morta con Libri (La Scrivania dell’Artista), realizzata da Egon Schiele tra il 1914 e il 1916, emerge come un’opera singolare nel panorama artistico dell’autore, una deviazione dalle consuete raffigurazioni di figure umane, conducendo l’osservatore in un universo di ⋯
Ho notato spesso che molti ammiratori di Kafka, i quali lo conoscono soltanto dai libri, si fanno di lui un’idea errata. Credono che anche nei contatti umani debba essere stato triste o addirittura disperato. È vero il contrario. Vicino a lui si provava un ⋯

La figura di Antonio Gramsci è di quelle che ingrandiscono a misura che si allontanano nel tempo. – scriveva Giuseppe Di Vittorio nel primo anniversario della morte su La Voce degli italiani del 27 aprile 1938 – Onorando la memoria del martire, al quale ⋯
Nella biografia del russo lo ritrovo così: «Kant era alto 1,75 e dall’aria fragile; alla diligenza di sarti e parrucchieri ricorreva per rendersi elegante; piaceva per i capelli biondo-chiari, gli occhi azzurri, la fronte ampia, il portamento». Al contrario di Leopardi che amava il ⋯
Ho incontrato Gabriela Mistral nella città di Los Andes, la mia terra natale. Ho avuto il privilegio della sua amicizia. Lei visse per sette anni in quella valle di montagna. Los Andes condivide legittimamente la gloria della sua terra, Elqui. Mi riferisco alla gloria ⋯

Si racconta di un banchetto da lui (Lucio Vero) organizzato – che restò famosissimo – in cui per la prima volta presero posto ben dodici commensali, laddove è ben noto il proverbio sul numero dei convitati: «In sette è un banchetto, ma in nove ⋯
Jung, nella notte del 12 dicembre 1913, ha una visione terrificante. Si ritrova in una caverna buia, immerso in un luridume nero fino alle caviglie. È circondato da ombre. Avanza malgrado la paura. Scorge nell’acqua melmosa una pietra rossa luminosa. Fissa a lungo inorridito ⋯




