
René Magritte occupa una posizione singolare e per certi versi isolata all’interno del movimento surrealista, distinguendosi nettamente dai suoi colleghi parigini come Salvador Dalí o André Breton. Mentre costoro cercavano di scardinare la realtà attraverso l’automatismo psichico, l’esplorazione del sogno e l’emersione dell’inconscio freudiano, ⋯

Viene qui affrontato uno dei paradossi centrali della società contemporanea e un meccanismo chiave dell’ipnocrazia: la coesistenza di una crescente e celebrata sensazione di autonomia individuale con forme di controllo sempre più sofisticate, pervasive e invisibili. Le persone oggi si sentono, e vengono costantemente ⋯


Haidt mette in guardia su una perdita silenziosa: la lettura profonda, quella che richiede tempo e concentrazione, sta svanendo tra i giovani. Nella grande riorganizzazione dell’infanzia, smartphone e social media hanno preso il sopravvento, spingendo verso una lettura frammentata, veloce, superficiale. Questo cambiamento, apparentemente ⋯
L’esplorazione del nesso indissolubile tra la conservazione dei ricordi e l’elaborazione intellettiva ci trascina verso una riflessione necessaria sulla funzione biologica e cognitiva della dimenticanza. Spesso si commette l’errore di idealizzare la memoria come una dote puramente incrementale, supponendo che una sua espansione illimitata ⋯
L’idea che la coscienza possa sopravvivere alla morte del corpo fisico ha da tempo alimentato speculazioni filosofiche e spirituali, ma negli ultimi decenni è stata anche oggetto di studio da parte di alcuni scienziati che hanno cercato di esplorare questa possibilità attraverso modelli teorici ⋯
Adeguarsi alle aspettative collettive non è soltanto il risultato di una decisione consapevole, ma il frutto di dinamiche mentali che si radicano nell’inconscio. La mente, costantemente immersa in un marea di stimoli, tende a semplificare l’enorme complessità dell’esperienza umana. In questa semplificazione, la priorità ⋯
A questo titolo possiamo dire che il suo centro di gravità cade già in parte dentro di lui. Ma il semplice dilettantismo nell’arte è ancora ben lontano dalla facoltà creatrice; d’altra parte le scienze non oltrepassano i rapporti dei fenomeni tra loro, esse non ⋯
Aggiungiamo che la più piccola contrarietà, provenga pure dagli uomini o dalle cose, se ci occuperemo costantemente a ruminarla ed a dipingerla sotto colori vistosi ed a grossa scala, può ingrandirsi fino a diventare un mostro che ci faccia perdere il senno. È necessario ⋯

L’attenzione non è una semplice facoltà cognitiva: è la radice stessa della civiltà. Come scrive Maggie Jackson, viviamo immersi in un oceano di dati, ma moriamo di distrazione. L’informazione, un tempo strumento del pensiero, è diventata una forma di anestesia cognitiva. Ogni notifica, ogni ⋯
Non vediamo il mondo com’è, ma come ci aspettiamo che sia: la conoscenza è sempre un incontro tra percezione e profezia.
Herbig dedica il quinto capitolo a un tema centrale della sua epistemologia: il ruolo delle aspettative nella costruzione della realtà. La conoscenza, sostiene, ⋯
Vivere assurdamente non è solo una scelta filosofica: è una postura cognitiva. Significa accettare l’incertezza come condizione permanente, rifiutare le certezze assolute e mantenere aperto il dialogo con la realtà, anche quando è scomoda. E la neuroscienza conferma che questa postura ha basi biologiche ⋯
Una volta scelti i tuoi valori, devi imparare a viverli ora. Perché l’assurdo si incrina quando rimandi la vita a un dopo: Quando avrò successo…, Quando troverò l’amore…, Quando avrò capito tutto…. Questo è il tapis roulant edonistico applicato ⋯
Per Camus, la creatività non è un lusso estetico, ma l’atto esistenziale fondamentale dell’uomo assurdo. Poiché non esiste uno scopo esterno, la vita stessa diventa un’opera da comporre. Questo vale non solo per artisti, ma per chiunque scelga di strutturare la propria esistenza ⋯