Perché non tratti con la stessa attenzione la lingua tedesca? È la tua lingua madre, e la migliore cosa che abbiamo. Non dimenticare mai che tu hai la fortuna di parlare questa lingua.
Il linguaggio consente due possibilità: da una parte di essere abbassato ⋯
Il poeta fa esperienza di una potenza
Perché non tratti con la stessa attenzione la lingua tedesca? È la tua lingua madre, e la migliore cosa che abbiamo. Non dimenticare mai che tu hai la fortuna di parlare questa lingua.
Il linguaggio consente due possibilità: da una parte di essere abbassato ⋯

Nel pensiero di Martin Heidegger, il concetto di essere-per-la-morte (Sein-zum-Tode) rappresenta uno dei pilastri dell’esistenza autentica. A differenza delle visioni comuni che considerano la morte come un evento futuro tra gli altri, Heidegger la definisce come la possibilità più propria, certa, inevitabile ⋯
Uno dei concetti più dimenticati, e paradossalmente più essenziali, nello sviluppo dell’IA è il buon senso. Non nel senso banale o quotidiano, ma in senso profondo: la capacità di comprendere il mondo non come una base di dati, ma come una rete dinamica di ⋯
La critica alla metafisica tradizionale non è un esercizio accademico di confutazione logica, ma un vero e proprio atto di sabotaggio intellettuale. La metafisica, intesa come la ricerca di un fondamento ultimo, immobile ed eterno dietro il fluire caotico delle apparenze, viene identificata come ⋯
Il concetto di eterno ritorno dell’uguale rappresenta il punto di massima tensione e, al contempo, il vertice di rischio all’interno della filosofia analizzata. Non ci troviamo di fronte a una banale teoria cosmologica sul riavvolgimento del tempo, bensì a una prova etica ed esistenziale ⋯
Se la nostra vita fosse senza fine e senza dolore, forse a nessuno verrebbe in mente di chiedersi perché il mondo esista e perché sia fatto proprio così, ma tutto sarebbe considerato ovvio. Negli animali, questa condizione di accettazione acritica è la norma assoluta ⋯
Immortalità e Sopravvivenza
Nel ventitreesimo capitolo de La Filosofia Perenne, Aldous Huxley affronta la questione dell’immortalità in modo radicale e controintuitivo: non come sopravvivenza del sé individuale dopo la morte, ma come partecipazione atemporale all’Essere divino. Per lui, la vera immortalità non è ⋯
Tempo ed eternità
Nel ventunesimo capitolo de La Filosofia Perenne, Aldous Huxley affronta uno dei temi metafisici più profondi della tradizione spirituale universale: il rapporto tra tempo ed eternità. La sua tesi centrale è che l’eternità non sia un infinito prolungamento del tempo ⋯
Nel panorama del pensiero contemporaneo, la proposta speculativa di Emanuele Severino si erge come una fortezza isolata, un ritorno radicale e intransigente alle categorie dell’eleatismo che sembra voler sfidare, con la sua logica ferrea, l’intero corso della civiltà occidentale. La tesi fondamentale, ribadita con ⋯
Se la filosofia somiglia alla terra, essa si situa in un rapporto essenziale con il territorio e la terra stessa, non come una semplice metafora geografica, ma come la condizione fondamentale del suo apparire. La terra non è un elemento tra gli altri, è ⋯
Esiste un’esperienza che, pur essendo la più comune e quotidiana per l’essere umano, rimane costantemente nascosta, quasi inaccessibile alla sua coscienza immediata: è l’esperienza del linguaggio stesso. Normalmente, noi facciamo esperienza di oggetti, sentimenti, concetti o eventi attraverso il linguaggio, usandolo come uno strumento ⋯

Dove porre il limite del corpo e del mondo, giacché il mondo è carne?
Se il corpo è una cosa tra le cose, esso è, nel medesimo tempo, colui che le vede e le tocca; per questo, poiché tocca e vede, la sua relazione ⋯

L’apertura dell’In-essere, che si fonda egualmente sulla situazione emotiva e sulla comprensione, si costituisce primariamente attraverso il discorso. Il discorso è il fondamento ontologico-esistenziale del linguaggio. Quest’ultimo, infatti, non è che l’espressione mondana e la traduzione in parole di quella struttura originaria che permette ⋯
Il tema dell’angoscia, così come emerge nelle riflessioni leopardiane, non è una semplice emozione psicologica, ma la struttura ontologica fondamentale dell’essente che si percepisce come destinato al nulla. Leopardi coglie con una lucidità abbagliante che la sofferenza umana non deriva da una mancanza accidentale, ⋯