
1.
«Qui io siedo ed attendo; mi circondano vecchie tavole infrante, e nuove tavole a metà scritte. Quando giunge la mia ora?
— L’ora del mio tramonto, della mia distruzione; giacché una volta ancora io voglio discendere tra gli uomini.
Ecco quello che attendo: ⋯

E Zarathustra corse un’altra volta i boschi ed i monti; e i suoi occhi cercavano e cercavano, ma da nessuna parte potevan scoprire colui che cercavano — l’uomo che chiedeva aiuto. Pure, lungo tutto il cammino egli gioiva nel suo cuore, pieno di riconoscenza. ⋯
Eppure non era successo nulla di straordinario, nulla che potesse essere raccontato come una storia d’amore vera e propria. Non c’erano state dichiarazioni, non c’erano state promesse, non c’erano state quelle scene che si vedono nei film, con la pioggia e i baci appassionati. ⋯
Ma gli Anemolj, ch’erano poco lontani, e aveano poco commercio cogli Utopiensi, intendendo come tutti vestivano rozzamente, si diedero a credere, che facessero questo per povertà, onde più arroganti che savi determinarono di mostrarsi come Dei cogli abiti ornati, e muovere i miseri Utopiensi ⋯

Potrai tuttavia intendere di questo o alla presenza o con lettere dallo stesso Raffaello, ed è necessario che lo intendi ancora per un altro dubbio occorso, non so se per mia colpa o tua, ovvero di Raffaello medesimo. Perché non ci venne in mente ⋯
La musica riempiva la stanza, una cascata di note che avrebbe dovuto elevare lo spirito verso vette di sublime contemplazione, ma che invece sembrava scavare un fossato ancora più profondo tra me e la possibilità di una consolazione. Ascoltavo Beethoven e pensavo a come ⋯
Il silenzio che avvolgeva il recinto sacro non era un vuoto, ma una pienezza vibrante, simile alla tensione dell’aria prima di un temporale estivo. Her-Bak camminava avanti e indietro lungo il portico esterno, le mani intrecciate dietro la schiena, la fronte aggrottata in una ⋯
Ursula K. Le Guin, nel suo racconto, smantella l’idea tradizionale di utopia come un trionfo finale e indiscutibile, una società perfetta e senza macchia. Al contrario, ci presenta un’utopia viva e pulsante, un esperimento continuo attraversato da contraddizioni, delusioni e, allo stesso tempo, ⋯
Odo non teme solo la morte in sé, ma il declino lento e inesorabile che la precede: la perdita della memoria, la fragilità del pensiero, l’incapacità di esprimere ciò che sa. Per una rivoluzionaria il cui intero lascito è fatto di idee, di scritti ⋯
Seppi che quel giorno era avvenuta una morte che mi addolorò assai: quella di Bergotte. È noto che la sua malattia durava da molto tempo. Non, evidentemente, quella di cui aveva sofferto inizialmente, e che era naturale. La natura sembra capace di dare soltanto ⋯
L’antica città di Babilonia fremeva di un’agitazione insolita, sospesa tra il timore del futuro e la speranza di una giustizia ritrovata. Le strade erano gremite di sudditi pronti a conoscere il nome di colui che avrebbe finalmente occupato il trono vacante e preso in ⋯
– Maestro, ora che non c’è più cosa faccio io?
Amore, lo chiamava. Ma era da un pezzo che avevo fatto l’abitudine alle parole. Sapevo benissimo che quella parola era come tutte le altre: semplicemente una forma per riempire un vuoto; che quando fosse venuto il momento, non ci sarebbe stato bisogno di una ⋯
La sparizione di Arturo e Alicia rappresenta il momento definitivo, irreversibile, metafisico in cui il romanzo La voragine si apre completamente al mistero assoluto, quando la narrazione lineare, cronologica, causale si dissolve definitivamente nell’enigma irrisolvibile, insondabile, cosmico del destino umano di fronte alla potenza ⋯
Nel pensiero esistenzialista, uno dei temi più sconvolgenti è la scoperta della contingenza del mondo: il fatto che nulla esista per necessità, che tutto potrebbe non essere stato. Questa rivelazione non è semplicemente intellettuale, ma esistenziale — colpisce nel profondo, genera un sentimento di ⋯