Tutto cessò d’esistere

⋯ John Singer Sargent ⋯
In quell’istante ebbero termine i libri,
l’amicizia, i tesori senza sosta accumulati,
la casa trasparente che tu e io costruimmo:
tutto cessò d’esistere, tranne i tuoi occhi. ⋯

Farsi il cielo

⋯ Jaya Suberg ⋯ Uno spirto è con lui che non si cangia
Per loco o per età, giacché lo spirto
A se stesso è dimora, e può del cielo
Farsi un inferno, e dell’inferno un cielo. ⋯

Ti direi volentieri, ma non posso…

⋯ Pere Borrel Del Caso ⋯
Ti direi di quelle nuvole smaltate di rosso
come unghia finte tolte al tramonto.
Ti direi di quella coperta blu
che è mare arricciato nei miei pensieri.
Ti direi di quella Luna pazza
che ride alla morte dei sogni d’innocenza.
Non posso parlarti di ⋯

Allusione alla morte

William Russell Flint ⋯ Le morte Darthur
La morte (o la sua allusione)
rende preziosi e patetici gli uomini.
Questi commuovono per la loro condizione di fantasmi;
ogni atto che compiono può essere l’ultimo;
non c’è volto che non sia sul punto di cancellarsi;
come il volto d’un sogno.
Tutto, tra ⋯

La paglia della miseria

⋯ Collage di Prévert ⋯
Padre nostro che sei nei cieli
Restaci pure
Quanto a noi resteremo sulla terra
Che a volte è cosi bella
Con tutti i suoi misteri di New York
Seguiti dai misteri di Parigi
Che valgon bene quello della Santa Trinità
Con il suo piccolo ⋯

Giorni e ore

Egon Schiele ⋯In barca
[…] Sono ragazze giovanissime,
le ore, a volte, nei giorni d’estate,
che sciabordano e canticchiano,
e ridono e parlano piano
e poi più forte, ricche
di suoni diversi, le ore
d’estate, fluiscono piene di luce,
corrono, come i giovanissimi
immaginano di doversi affrettare
a ⋯

Nulla di ciò che accade e non ha volto

Egon Schiele ⋯
Nulla di ciò che accade e non ha volto
e nulla che precipiti puro, immune da traccia,
percettibile solo alla pietà
come te mi significa la morte.
Il vento ricco oscilla corrugato
sui vetri, finge estatiche presenze
e un oriente bianco s’esala
nei quadrivi ⋯

Impazienza

⋯ Monika Ekiert Jezusek ⋯ ⋯

Dammi il mio giorno

⋯ Luis de León ⋯
Dammi il mio giorno;
ch’io mi cerchi ancora
un volto d’anni sopito
che un cavo d’acque
riporti in trasparenza,
e ch’io pianga amore di me stesso.
Ti cammino sul cuore,
ed è un trovarsi d’astri
in arcipelaghi insonni,
notte, fraterni a me
fossile emerso ⋯

Le belle persone lasciano segni

Egon Schiele ⋯  ⋯

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi