Essere soli nel mondo

 ⋯ Nel profondo di ogni essere umano vive ancora l’ansia per la possibilità di essere soli nel mondo, dimenticato da Dio, trascurato tra milioni e milioni in questa enorme famiglia. Si mantiene questa ansia a distanza guardando i tanti round su chi gli sono legati ⋯

Contrapporsi all’ovvio

Egon Schiele ⋯
Non cercarlo con gli occhi mortali, come l’intelletto ti invita a fare. Sono proprio le cose che si credono maggiormente esistenti a esistere meno di tutto. Bisogna opporsi a quel che è comunemente accettato, altrimenti saremo respinti dal dio. È necessario contrapporsi all’ovvio, a ⋯

Noi non ci apparteniamo

Luciana Urtiga ⋯
È strarisaputo che il discorso non appartiene all’essere parlante. Lo so, mi sa: l’essere è il nulla, dunque noi non ci apparteniamo; quando crediamo d’esser noi a dire, siamo detti. Nel discorso, l’arroganza volitiva d’ogni mia intenzione è irrimediabilmente frustrata, e dal momento che ⋯

La fortuna non esiste

Egon Schiele ⋯ La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità. ⋯

Erro nei articoli di fede

Antonio Mora ⋯
Per immensi periodi di tempo, l’intelletto non ha prodotto nient’altro che errori: alcuni di questi si dimostrarono utili e atti alla conservazione della specie: chi s’imbatté in essi o li ricevette in eredità, combatté con maggior fortuna la sua battaglia per se stesso e ⋯

Automatismo psichico

 ⋯ Il surrealismo è un movimento culturale molto diffuso nella cultura del novecento che nasce in opposizione al Dadaismo. Ha coinvolto tutte le arti visive, anche letteratura e cinema, quest’ultimo nato negli anni venti a Parigi. Il movimento ebbe come principale teorico il poeta André ⋯

Facoltà per varcare i limiti

Egon Schiele ⋯
Vi sono uomini i quali credono che, coi limiti della percezione dei sensi, siano posti anche i limiti di ogni altra cognizione. Se ponessero attenzione a come essi diventino coscienti di quei limiti, scoprirebbero in questa coscienza anche le facoltà per varcare i limiti. ⋯

Per giudicare il delinquente e il suo giudice

Francisco de Goya ⋯ Il delinquente, che conosce l’intero flusso delle circostanze, non trova la sua azione così fuori dell’ordine e della comprensibilità come i suoi giudici che biasimano; ma la sua pena gli viene commisurata proprio in base al grado di stupore, da cui quelli sono colti ⋯

La scultura del vuoto

Arturo Martini ⋯ Scultura L’uso della parola, al principio, non era destinato alle opere d’arte, anche se con esse ha un legame molto stretto. Già nell’antichità gli unici testi reperibili erano trattati di architettura o scultura che servivano per lo più da manuali per gli artisti più che ⋯

Bibbia per gli illetterati

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L’Occidente cristiano (già a partire da Gregorio Magno e dai teologi di Carlo Magno) ha sempre cercato di attenuare questo potere assegnato alle antiche immagini religiose. Ha quindi conferito loro la famosa funzione di “Bibbia per gli illetterati“. Le immagini religiose servono ⋯

L’errare dell’uomo

 ⋯ L’uomo erra finché aspira.
Come merito e fortuna siano concatenati,
non viene mai in mente agli stolti. ⋯

L’io di ricambio

Toulouse Lautrec ⋯ Ogni personaggio della Recherche, da Swann a Charlus, da Madame de Guermantes a Saint-Loup, perde progressivamente la propria identità, e con essa, irreversibilmente, il proprio fascino, vale a dire la propria illusoria dignità. La metamorfosi è lenta e Proust toglie uno strato di pelle ⋯

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