Immagine eterna

Tamara De Lempick ⋯
Se l’artista creasse un’immagine, sapendola eterna, ma sapendo che un unico tratto, nascosto più a fondo degli altri, non sarà riconosciuto da nessuno degli uomini presenti e futuri, fino alla fine del tempo, credete voi che rinunzierebbe a quel tratto? ⋯

Grandi problemi metafisici

Johan August Malmström La libertà di pensiero si spinge fino a questo punto, ossia fino al centro del pensiero stesso, a maggior ragione essa opera nei confronti dei grandi problemi metafisici, come quello dell’eternità o non eternità dell’universo, quello della mortalità o immortalità dell’anima e quello sull’esistenza ⋯

Lasciare un posto singolare all’humour

Hamish Blakely Ciascuno agisce non soltanto sotto l’impulso di un imperativo esteriore, ma anche secondo una necessità interiore. L’aforisma di Schopenhauer: «È certo che un uomo può fare ciò che vuole, ma non può volere che ciò che vuole» mi ha vivamente impressionato fin ⋯

Non conviene tentare troppo gli dei


Nella pagina di Pavese l’elemento popolare entra sempre più per autorizzazione letteraria; la lingua da “Il compagno e Paesi tuoi” a “La luna e i falò” si è fatta man mano (e proprio grazie a evocazioni vagamente dialettali) più generale; ⋯

Pensieri desideranti

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In campo di concentramento ho capito il rapporto che si può stabilire – ironico e profondo – fra il cibo e l’immaginazione magica. È la carenza che fa galoppare i sensi e trottare la fantasia. La mancanza sta all’origine di tutti i pensieri desideranti. ⋯

Grandi ripugnanze

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Il mito greco insegna che si combatte sempre contro una parte di sé, quella che si è superata, un antico se stesso. Si combatte soprattutto per non essere qualcosa, per liberarsi. Chi non ha grandi ripugnanze, non combatte. ⋯

Quelle che non ci si può fidare

Vladimir Volegov ⋯
Una donna che non sia una stupida, presto o tardi, incontra un rottame umano e si prova a salvarlo. Qualche volta ci riesce. Ma una donna che non sia una stupida, presto o tardi trova un uomo sano e lo riduce a rottame. Ci ⋯

La più bella delle belle

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Madre, con l’olio profumato ho dato agio al tuo dolore di spezzarsi. Le mie dita hanno percorso il tuo corpo mentre i tuoi occhi di bambina, fissavano esterrefatti il buio in cui tra poco sarebbero stati costretti a calare. Poi ho spogliato, ti ho ⋯

L’Eternità mi chiamava

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Singoli fenomeni, però, tuttavia scuotono quella conoscenza sopita, ed essa torna ad affiorare e a far trepidare. E allora torno vagamente a vederlo, il mare della mia infanzia, nelle sostanze fluorescenti – soprattutto nella luminescenza color mela verde del tubo di Crookes – o ⋯

La vita come intermezzo

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Il nomade ha un territorio, segue sentieri abituali, va da un punto ad un altro, non ignora i punti (punto d’acqua, di abitazione, di assemblea, ecc.). Ma la domanda è se solo è un principio o una conseguenza della vita nomade. In primo luogo, ⋯

Portarsi l’altro dentro

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Perfino una sola parola è di troppo quando è la vita che sta cambiando, molto di più che se siamo noi che cambiamo in essa. Quanto alla leggerezza del fardello, così dovrebbe essere ogni volta, che uomo e donna portino con sé ciò che ⋯

L’equilibrio degli opposti

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L’occasione è di capire una volta per tutte che il mondo è uno, che ogni parte ha il suo senso, che è possibile rimpiazzare la logica della competitività con l’etica della coesistenza, che nessuno ha il monopolio di nulla, che l’idea di una civiltà ⋯

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