L’enigma è l’assenza di domanda

Andrzej Wilczek ⋯
Rispondere: c’è la risposta alla domanda – la risposta che rende la domanda possibile – quella che la raddoppia, la fa durare e non la placa, al contrario le accorda una nuova luminosità, le assicura una perentorietà, c’è la risposta interrogativa; infine, distanziata dall’assoluto, ⋯

Una doppia morte

Alain Gontier ⋯
La rinuncia al me-soggetto non è una rinuncia volontaria, dunque nemmeno una abdicazione involontaria; quando il soggetto si fa assenza, l’assenza di soggetto o il morire come soggetto sovverte tutta la frase dell’esistenza, fa uscire il tempo dal suo ordine, apre la vita alla ⋯

Incontestabile potere di negazione

 ⋯ C’è una violenza di fondo nel momento in cui lo scrittore, dopo aver accettato la propria spersonalizzazione, ridotto a nulla più che afona e anonima voce, si pone nudo, di fronte alla pagina nuda, decidendo di sacrificarsi. Secondo Blanchot, uno degli scrittori che nel ⋯

L’angoscia di leggere

Lucinda Brown ⋯ SculpLovers L’angoscia di leggere: è che ogni testo, per quanto importante, gradevole e interessante che sia (e più dà l’impressione di esserlo), è vuoto – non esiste nel fondo; bisogna varcare un abisso, e se non lo si salta non si comprende. Non pensare: senza ⋯

Scrivere è tradurre

Isa Marcelli ⋯
Lo sarà sempre. Anche quando stiamo utilizzando la stessa lingua. Trasformiamo quello che vediamo e che sentiamo (supponendo che il vedere e il sentire, come li intendiamo in generale, siano qualcosa di più che le parole con cui ci è relativamente possibile esprimere il ⋯

La sola e autentica Poesia

Alison Scarpulla ⋯ Volere scrivere, quale assurdità: scrivere è la decadenza del volere, come la perdita del potere, la caduta della cadenza, il disastro ancora. Scrivere può almeno avere questo senso: usare gli errori. Parlare li propaga, li dissemina facendo credere a una verità. Leggere: non scrivere; ⋯

Essere in possesso di una lettera


Il celebre Seminario su “La lettera rubata” venne posto all’inizio della raccolta, quasi a mo’ di manifesto. Questo seminario rappresenta infatti una sintesi efficace della teoria dell’inconscio come effetto della presa della catena significante sul soggetto, che costituisce l’emblema del Lacan classico ⋯

Un linguaggio viscerale

⋯  ⋯ «C’era bisogno della vita, della morte
C’era bisogno della lirica, bisogno dell’amore,
C’era bisogno di te e della Regina polacca
[…] della vodka e della saliva». Poche, indicative e sintetiche strofe illustrano la poetica di Rafał Wojaczek. In questi quattro versi si cela difatti ⋯

Antropomorfismo inconscio

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Malgrado un errore molto diffuso della linguistica, una rivelazione è proprio il contrario di un chiarimento: rivelare è l’opposto di svelare, come ricoprire è l’opposto di scoprire; una rivelazione è una nube posta sulla verità, una nube le cui forme convengono all’estetica morale del ⋯

Il simbolo non è un segno

Renzo Vespignani
Il simbolo non è un segno artificialmente costruito, ma è ciò che nell’anima spontaneamente si schiude per annunciare qualcosa che non può essere espresso altrimenti. ⋯

Personalità dello scrittore

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Nello scrivere la persona io, esplicita o implicita, si frammenta in figure diverse, in un io che sta scrivendo e in un io che è scritto, in un io empirico che sta alle spalle dell’io che sta scrivendo e in un io mitico che ⋯

Il linguaggio parla come essenziale

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La parola poetica non si oppone più allora soltanto al linguaggio comune ma anche al linguaggio del pensiero. In questa parola non siamo più rinviati al mondo, né al mondo come rifugio, né al mondo come insieme di scopi. ⋯

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