La sola e autentica Poesia

Alison Scarpulla ⋯ Volere scrivere, quale assurdità: scrivere è la decadenza del volere, come la perdita del potere, la caduta della cadenza, il disastro ancora. Scrivere può almeno avere questo senso: usare gli errori. Parlare li propaga, li dissemina facendo credere a una verità. Leggere: non scrivere; ⋯

Essere in possesso di una lettera


Il celebre Seminario su “La lettera rubata” venne posto all’inizio della raccolta, quasi a mo’ di manifesto. Questo seminario rappresenta infatti una sintesi efficace della teoria dell’inconscio come effetto della presa della catena significante sul soggetto, che costituisce l’emblema del Lacan classico ⋯

Un linguaggio viscerale

⋯  ⋯ «C’era bisogno della vita, della morte
C’era bisogno della lirica, bisogno dell’amore,
C’era bisogno di te e della Regina polacca
[…] della vodka e della saliva». Poche, indicative e sintetiche strofe illustrano la poetica di Rafał Wojaczek. In questi quattro versi si cela difatti ⋯

Antropomorfismo inconscio

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Malgrado un errore molto diffuso della linguistica, una rivelazione è proprio il contrario di un chiarimento: rivelare è l’opposto di svelare, come ricoprire è l’opposto di scoprire; una rivelazione è una nube posta sulla verità, una nube le cui forme convengono all’estetica morale del ⋯

Il simbolo non è un segno

Renzo Vespignani
Il simbolo non è un segno artificialmente costruito, ma è ciò che nell’anima spontaneamente si schiude per annunciare qualcosa che non può essere espresso altrimenti. ⋯

Personalità dello scrittore

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Nello scrivere la persona io, esplicita o implicita, si frammenta in figure diverse, in un io che sta scrivendo e in un io che è scritto, in un io empirico che sta alle spalle dell’io che sta scrivendo e in un io mitico che ⋯

Il linguaggio parla come essenziale

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La parola poetica non si oppone più allora soltanto al linguaggio comune ma anche al linguaggio del pensiero. In questa parola non siamo più rinviati al mondo, né al mondo come rifugio, né al mondo come insieme di scopi. ⋯

Qualcosa che sta per essere

⋯ Jean Georges Ferry ⋯
Leggere, – egli dice – è sempre questo: c’è una cosa che è lì, una cosa fatta di scrittura, un oggetto solido, materiale, che non si può cambiare, e attraverso questa cosa ci si confronta con qualcos’altro che non è presente, qualcos’altro che fa ⋯

Un pugno in pieno viso

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Intendiamo schiacciare la macchina poliziesca ovunque. Intendiamo distruggere la macchina poliziesca e tutti i suoi registri. Intendiamo distruggere ogni sistema verbale dogmatico. Il nucleo familiare e tutte le sue appendici cancerogene sotto forma di tribù, paesi, nazioni saranno eliminati alla radice. Non vogliamo più ⋯

Ritmo sottostante alle parole

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La lingua, il linguaggio, il ritmo sottostante alle parole, e che distrugge le parole, è l’esercizio sovrano della libertà individuale attraverso la lingua materna, il piacere di fargli dire altro (compreso il contenuto) da ciò che ci ha insegnato. Le parole non hanno morale. ⋯

Cosa vuole una donna?

Un certo Hegel” dice Lacan nel Seminario XVII su Il rovescio della psicoanalisi “ha articolato che essa [la verità] gli [al padrone] viene svelata dal lavoro del servo. Solo che questo discorso di Hegel è un discorso da padrone“. E ⋯

Il linguaggio come approssimazione

 ⋯ Lo spazio è ciò che fa sì che tutto non stia allo stesso posto. Il linguaggio è ciò che fa sì che tutto non significhi la stessa cosa. ⋯

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