Paradossi dell'Età Moderna: Riflessioni sulla natura dell'avventura e della guerra nei romanzi europeiIl percorso del romanzo si delinea come una storia parallela dell’Età Moderna. Se mi giro per abbracciarlo con lo sguardo, mi sembra stranamente corto e chiuso. Non è forse lo stesso don Chisciotte che, dopo tre secoli di viaggio, torna al suo villaggio trasformato in agrimensore? Era partito, un tempo, per scegliere le sue avventure, e ora, in quel villaggio sotto il castello, non ha più scelta, l’avventura gli viene imposta: una sfortunata contesa con l’amministrazione derivata da un errore nel suo fascicolo. Dopo tre secoli, che cosa è successo all’avventura, quel primo grande tema del romanzo? Forse è diventata la sua stessa parodia? Cosa significa questo? Che il percorso del romanzo si chiude con una paradossale conclusione?

Sì, potrebbe essere pensato. E non ce n’è solo una, queste contraddizioni sono abbondanti. Il coraggioso soldato Svejk è probabilmente l’ultima grande novella popolare. Non è sorprendente che questo romanzo comico sia allo stesso tempo un romanzo di guerra la cui azione si svolge nell’esercito e sul fronte? Che fine ha fatto la guerra e i suoi orrori affinché diventassero motivo di riso?

Con Omero e Tolstoj, la guerra aveva un senso del tutto comprensibile: si combatteva per la bella Elena o per la Russia. Svejk e i suoi compagni andavano in guerra senza sapere perché e, cosa ancora più curiosa, senza interessarsene.

Qual è quindi il motore di una guerra se non è Elena o la patria? Solo la forza che desidera affermarsi come tale? È forse questa volontà di volontà di cui parlerà più tardi Heidegger? Ma non è stata questa sempre dietro a tutte le guerre? Sì, infatti. Ma, questa volta, con Hasek, è priva di qualsiasi argomentazione logica. Nessuno crede alla ciarlataneria della propaganda, nemmeno coloro che la fabbricano. La forza è nuda, tanto nuda quanto nei romanzi di Kafka. Infatti, il tribunale non trarrà alcun beneficio dall’esecuzione di K., così come il castello non otterrà vantaggio nel disturbare l’agrimensore. Perché ieri la Germania e oggi la Russia vogliono dominare il mondo? Per essere più ricche? Più felici? No. L’aggressività della forza è assolutamente disinteressata; priva di motivazioni; vuole solo la sua volontà; è assolutamente irrazionale.

Kafka e Hasek ci confrontano quindi con questa immensa contraddizione; nell’Età Moderna, la ragione cartesiana corrodeva uno dopo l’altro tutti i valori ereditati dal Medioevo. Ma nel momento della vittoria totale della ragione, è l’irrazionale allo stato puro (la forza che non vuole altro che la sua volontà) ad appropriarsi della scena del mondo perché non ci sarà più un sistema di valori comunemente accettato che possa impedirlo.

Questa contraddizione, magistralmente evidenziata ne I sonnambuli di Hermann Broch, è una di quelle che mi piacerebbe chiamare terminali. Ce ne sono altre. Ad esempio: l’Età Moderna coltivava il sogno di un’umanità che, divisa in diverse civiltà separate, un giorno avrebbe trovato l’unità e, con essa, la pace eterna. Oggi, la storia del pianeta è, finalmente, un tutto indivisibile, ma è la guerra, ambulante e perpetua, a realizzare e garantire quell’unità dell’umanità a lungo sognata. L’unità dell’umanità significa: nessuno può sfuggire da nessuna parte.
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Crediti
 Milan Kundera
 Teoria del romanzo
  Paradossi dell'Età Moderna: Riflessioni sulla natura dell'avventura e della guerra nei romanzi europei
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