Terrore ridotto a fuoco fatuo
Dallo spettacolo orale librettistico della versione shakespeariana all’esecuzione teatrale, protagonista onnivora è, come mai in precedenza, l’attorialità automatica del corpo fisiologicamente inteso, in che la voce sola (la differenziazione dei ruoli è variazione fonetica-umorale) è senza lingua; questo interno del corpo è fragorio (salivazione, peto, rutto, gorgoglio, etc.) amplificato dei resti della parola-suono masticata e vomitata, sbavata all’orlo della bocca. L’afasia di tanta orale umoristica, in questo intestimoniabile (s)concerto (… strepito e furia / che non vuol dire niente /) raddoppia l’aprassia d’un corpo, mummia velata e/o ricoperta di triplice armatura, che cieca brancola, nella cerca vana d’un orgasmo a svanire, tra gli espedienti dell’orrore (il terrore ridotto a fuoco fatuo) e dell’autospavento.

Crediti
 Carmelo Bene
 Opere
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Quotes per Carmelo Bene

Quello che lamento è questo. L'emozione, io me la devo andare a cercare nel Brasile, oppure nel rugby neozelandese, oppure in Jordan, non so, nell'NBA, nel basket o negli Edberg del tennis, ma non posso andare a cercarmela in una sala teatrale. Scherziamo?

A Lacan interessava aver articolato l'inconscio come linguaggio. Io parto articolando il linguaggio come un inconscio, ma affidandolo ai significanti e non ai significati, in balia dei significanti.

Cos'è la vita? Un'educata e religiosa preparazione alla morte. Ma si immagina lei il politico italiano che pensa alla morte? Si immagina un deputato che alla Camera esordisce: Signori, dobbiamo morire, oppure Onorevoli colleghi, avete mai pensato alla morte?. Se pensassero alla morte, la vita ne uscirebbe nobilitata e tanta cosmesi putrefatta del quotidiano andrebbe in malora.

Detesto qualunque calendario che si dica religioso ma è solo ritual-mondano-fantastico-ecclesiale. Vorrebbe sacralizzare il tempo e lo riduce a carnet festivaliero, che la mia persona estetica non può che disdegnare. Una convenzione che emana lezzo ontologico.

Se si vuol davvero cambiare qualcosa bisogna cominciare a cambiare se stessi, ad andare contro se stessi fino in fondo. II massimo impegno civile è l'auto-contestazione.