Teseo lo spartiacque
Eppure questo mito greco è più storico di quel tipo di tradizione leggendaria che incontriamo spesso presso altri popoli. Quando, oggi, un contadino o pastore greco racconta delle vecchie rovine abbandonate del paese, comincia press’a poco così: «Una volta abitava qui un vecchio re, e aveva una bella figlia…» Questo tono ci è noto già nelle fiabe tedesche. Ma nell’antica Grecia il re Agamennone abitava, con la cattiva moglie Clitemnestra, nella sinistra rocca di Micene, la collina sull’Ellesponto era la tomba d’Achille, e così via: storie eziologiche facevano capo a personaggi ben definiti, chiamati per nome, di cui si raccontava questo o quel fatto, e si riunivano insieme in leggende ben ordinate. Per spiegare le impronte degli zoccoli sulla roccia della Rosstrappe, nello Harz, si raccontava: «C’era una volta una principessa superba…», ma se in uno scoglio lungo la strada dall’Istmo ad Atene c’era un’incavatura a forma di bacinella, e sotto lo scoglio una pietra con la sagoma di una tartaruga, o se, più avanti, una nicchia nella roccia assomigliava al letto d’un gigante, si raccontava che abitavano qui i mostri Scirone e Procuste, finché Tèseo, figlio di Egeo, li uccise durante il suo viaggio ad Atene. E così in tutta la Grecia, anche nelle località minori, queste storie si trasformano, senza eccezioni, in leggende, che si riferiscono a nomi ben precisi, a principi, soprattutto, dei tempi antichi e alle loro famiglie.

Crediti
 • Bruno Snell •
 • Le origini della coscienza storica •
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