Test per chi si crede tollerante

Quando sono in tanti, i turisti, come appunto i nemici, sembrano a malapena umani. Trattati come numeri dalle loro agenzie, uniformati da berrettini di tela o paglia, da funeste trasparenze di canottiere e reggiseno, gli occhiali neri sulla fronte, la camera a tracolla, il souvenir di serie stretto in pugno, è impossibile per chi li vede sfilare considerarli individui. La loro massiccia ubiquità desta, se non furia omicida, fastidio, insofferenza; la mano tende a scacciarli come mosche, l’occhio e la mente si sforzano di cancellare la loro presenza, di guardare le porte del duomo, l’affresco nella seconda cappella, la nobile scalinata, come se quei corpi sudati non fossero lì a occludere prospettive, nascondere particolari, mutilare statue. Anche a non mettere nel conto le lattine e le plastiche che lasciano ovunque, i graffiti con cui deturpano indelebilmente absidi e colonnati, anche postulando milioni di gentiluomini civilissimi, che non ascoltino radioline, parlino a bassa voce, si spostino in punta di piedi, la loro capacità di distruzione estetica resta tuttavia enorme. Mille turisti in un chiostro significano, in pratica, l’annullamento del chiostro. Cento turisti davanti a un Caravaggio equivalgono alla soppressione del Caravaggio. Perduta è la concentrazione, perduto il lento approccio contemplativo, quel girare attorno, quell’inclinare la testa, quell’attiva messa a fuoco di ciascun dettaglio, quel passivo assorbimento dell’insieme, quel lasciare che la memoria sistemi a poco a poco il capolavoro in mezzo ad altri capolavori, precedenti, coevi, seguenti. Gomiti nudi ti si piantano sbadatamente nei fianchi, spalle e pance ti premono da ogni parte, teste con la permanente si sovrappongono alle teste di Oloferne, di Giovanni Battista. Con quale diritto? È un test durissimo per chi si crede tollerante, democratico.

Crediti
 Autori Vari
  Carlo Fruttero e Franco Lucentini
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Quotes per Autori Vari

Nella vita non si può evitare il cambiamento, non si possono evitare le perdite. La libertà e la felicità risiedono nella flessibilità e nella facilità con le quali ci muoviamo attraverso il cambiamento.

Non conosco alcuna specie di pianta, uccello o animale che non si sia estinta dopo l'arrivo dell'uomo bianco. L'uomo bianco considera la vita naturale degli animali come quella del nativo su questo continente: come un fastidio. Non c'è alcun termine nella nostra lingua con il significato di fastidio.

Il maggior pericolo nella vita consiste nel prendere troppe precauzioni. Il virtuale è tanto libero quanto restrittivo… Un ossimoro.

Millepiani  Dove la psicoanalisi dice: Fermatevi, ritrovate il vostro Io, bisognerebbe dire: Andiamo ancora più lontano, non abbiamo ancora trovato il nostro CsO, non abbiamo ancora disfatto abbastanza il nostro Io. Sostituite l'anamnesi con l'oblio, l'interpretazione con la sperimentazione. Trovate il vostro Corpo senza Organi, sappiatelo fare, è una questione di vita o di morte, di giovinezza o di vecchiaia, di tristezza e di allegria. Ed è qui che tutto si gioca.  Gilles Deleuze, Félix Guattari

I veri sentimenti penetrano attraverso gli ostacoli e non esistono metalli né pietre né acqua o fuoco che possano fermare la forza del cuore. Nulla può superare quello che è unito dall'emozione, dal dovere e dalla ragione.