Hans Silvester ⋯ People of the Omo Valley

Sull'evoluzione
Abolizione del governo in tutte le sue forme, monarchica o repubblicana, che si basa sull’ egemonia di uno solo nell’egemonia della maggioranza.
Istituzione dell’anarchia, della sovranità individuale, della libertà totale, illimitata, assoluta libertà di fare tutto ciò che la natura detta agli esseri umani.
Abolizione della religione, cattolica o ebraica, protestante o d’altro tipo. Abolizione del clero, e dell’altare, del sacerdote – sacerdote o pontefice, pastore o rabbino -, della divinità idolo in una o tre persone, dell’autocrazia od oligarchia universale.
Al suo posto, l’uomo – allo stesso tempo creatura e creatore – con la natura al posto di Dio, con la scienza al posto del sacerdote e con l’umanità al posto dell’altare.
Abolizione della proprietà individuale, della proprietà della terra, delle abitazioni, di tutti gli strumenti di produzione o di consumo.
La proprietà deve essere collettiva, una e indivisibile, il possesso comune.
Abolizione della famiglia fondata sul matrimonio, sull’autorità paterna e maritale, sull’eredità. Al suo posto la grande famiglia umana, la famiglia una e indivisibile come una proprietà.
Liberazione delle donne, l’emancipazione del bambino.
Infine, abolizione dell’autorità, dei privilegi, dell’ antagonismo.
Ma, scambiati con la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza umana.
Al margine delle astrazioni del passato, questa triplice formula dovrà sviluppare tutte le sue conseguenze concrete nella realtà positiva del presente.
In una parola, l’Armonia, quest’oasi dei nostri sogni, cessando di essere come un miraggio davanti alla carovana di generazioni e dando ad ognuno, come ombre fraterne e unità universale, le fonti della felicità, i frutti della libertà; una vita di delizie. Infine, dopo un’agonia di oltre diciotto secoli nella sabbia del deserto della civiltà.
Sul governo
Finiamo con i governi, questi rulli compressori, queste leve della reazione. Ogni governo – e quando dico governo sto pensando in qualsiasi forma di delega, in qualsiasi forma di potere a margine del popolo, è nella sua essenza conservatore (conservatore-limitato, conservatore-retrogrado), così come è nell’ essenza dell’uomo di essere egoista. Ma l’egoismo del singolo uomo viene ammortizzato dall’egoismo degli altri, per la solidarietà che la natura ha stabilito, cioè ciò che l’uomo fa tra sé e i suoi simili.
Ma il governo, essendo unico e quindi non avendo contrappeso, si riferisce tutto alla propria realtà. Tutto ciò che non si piega alla sua immagine, tutto ciò che contraddice i suoi oracoli, tutto ciò che minaccia la sua sopravvivenza, in una parola, tutto ciò che è progresso, è fatalmente il suo nemico.
Finendo con i governi scompariranno le sporche ambizioni che si servono del popolo ignorante e credulone per pianificare su di esso le loro frodi. Scompariranno gli apprendisti di acrobazie che ballano sulla corda lenta della professione di fede, con il piede destro a un lato e il sinistro all’altro. Scompariranno i prestigiatori politici che gestiscono le tre parole della bandiera repubblicana – Libertà, Uguaglianza e Fratellanza – come se fossero tre palle da passare davanti agli occhi degli stupidi e poi scomparire nel fondo della coscienza stessa, quella tasca segreta di malizia. Scompariranno gli acrobati della cosa pubblica, che, dalla cima del balcone del municipio o dai gradini di una convenzione, offrono il loro spettacolo nelle migliori delle repubbliche. Spettacolo che dopo paghiamo – poveri stupidi noi – con il nostro sudore e il nostro sangue.
Eliminando i governi, scompariranno gli eserciti che opprimono il popolo attraverso il popolo, le università che sottopongono al giogo del cretinismo le giovani menti, manipolando cervelli e cuori, pietrificandoli e registrando su di loro le immagini di una società caduca. Scompariranno i magistrati inquisitori che torturano sulla griglia degli interrogatori o che condannano al silenzio del carcere o dell’esilio la voce della stampa e le manifestazioni della coscienza e del pensiero. Scompariranno i boia, i carnefici, i carcerieri, i gendarmi, gli ispettori di polizia, le spie che rilevano, intimidiscono e uccidono coloro che non accettano la devozione all’autorità, ai prefetti, ai commissari ordinari e straordinari.
Sulla legislatura diretta
La legislazione diretta, con la sua maggioranza e minoranza, non è in effetti l’ultima parola della scienza sociale, perché si tratta, ancora una volta, di un governo e, come ho già detto, io sono a favore della sovranità individuale. Ma dal momento che la sovranità individuale non ha ancora un vera e propria formula e rimanendo in uno stato di pura intuizione, si deve decidere per ciò che è più applicabile attraverso una forma di governo il più democratico possibile, in attesa della sua completa abolizione. Inoltre, con la legislazione diretta, la maggioranza è la parte che domina. Come una marea, si muove ogni giorno sotto l’azione incessante, sotto la propaganda delle idee di progresso. In una parola, è oggi l’unico modo con il quale possiamo usare a vantaggio, la linea più dritta da seguire per raggiungere la realizzazione di qualsiasi riforma sociale.
La giustizia. Deve essere il popolo, come coscienza, che decide dove sta la verità, che la cerca e la mette in atto. Non mi riferisco alla necessità di galere, boia, arresti preventivi o repressivi, prigioni o ghigliottine. È già passato il tempo di queste mostruosità governative. Sto solo dicendo che chi commette atti contro la comunità è obbligato a riparare o, in caso contrario, di essere espulso dalla comunità.
La polizia e l’esercito. Non ci dovrebbero essere organismi specializzati con un’organizzazione permanente, perché sarebbero un pericolo per la libertà pubblica. Il popolo in armi, dovrebbe essere l’unico esercito (…) Ricordate le sanguinose umiliazioni che il popolo ha sofferto per mano della polizia e dell’esercito e reclamate la sua scomunica civile, la sua dissoluzione eterna.
La polizia, come la giustizia, deve essere la consapevolezza pubblica, che si manifesta liberamente. Quando la consapevolezza pubblica è libera, la polizia non han alcun ragione di essere: quando ogni singolo individuo, forma parte della coscienza pubblica, potrà constatare che la propria coscienza sarà meglio di qualunque agente di polizia.
Deve sparire l’esercito in quanto forza organizzata che mantiene l’autorità e la guerra contro la libertà dentro e fuori dello stato. Ogni uomo deve essere armato quando la comunità è minacciata. Non si può relegare il ruolo di legittima difesa.
Istruzione gratuita. Indennizzo ai proletari che studiano e ai parenti dei giovani scolari. Il bambino: nutrito, vestito, ospitato in una casa speciale, areata, spaziosa e aperta alla vita esterna: tutto questo al posto del insegnamento a peso d’oro e della claustrofobia delle scuole di oggi.
Istruzione libera. Ognuno deve essere in grado di insegnare, collaborando con il progresso. Nuovi piani di studio e nuovi metodi abbasseranno il limbo della teoria e domanderanno e riceveranno, alla luce dell’esperienza, il battesimo della realtà. L’insegnamento delle lingue vive – moderne – sostituirà le lingue morte. L’istruzione sociale e professionale prenderà il posto dell’istruzione borghese e accademica. Lo studio gradevole sostituirà lo studio imbruttito. Gli ignoranti del cattolicesimo e dell’università, i negozianti dell’ istruzione e della formazione, verranno annientati, sepolti dalla forte concorrenza di libertà e di verità nell’insegnamento. Tutti questi mercanti di preghiere e amuleti, che utilizzano il pretesto della formazione, saranno espulsi dal tempio della scienza. L’insegnante creato per l’allievo e non l’allievo l’insegnante.
Sulla religione
Tutte le religioni hanno in comune il predicare agli oppressi la sottomissione e il giogo dell’oppressore. Se la spada del soldato fa della folla uno schiavo fisico, il catechismo del sacerdote – arma molto più pericolosa – lo rende uno schiavo morale. L’idea di Dio, il culto della divinità: questa è la causa primaria del declino dell’uomo, la prima pagina del libro su cui è stato scritto il martirologio dell’umanità: chi nega la legge divina sulla terra, deve anche negare la realtà in cielo di un essere soprannaturale.
Il clero è l’avvelenatore della coscienza umana. Con i sermoni ci infonde la dose quotidiana di nicotina che ci porta a rinunciare al piacere in questo mondo, a rinunciare ai nostri diritti come uomini e come cittadini. Cerchiamo di studiare invece di pregare. Istruiamoci nelle scienze naturali. L’ignoranza, che è ciò che rende il nostro mondo una valle di lacrime. La scienza, è ciò che possiamo fare su di esso, un’abitazione, la felicità, un Eden.
Chiunque ha bisogno dei sacerdoti allora che paghino. Ma, sacerdoti e culti devono essere chiusi nella loro cabina di superstizioni e non lasciarli uscire mai più alla luce pubblica a tentare contro il pudore della ragione.
Sulla proprietà
Abolire l’usura in tutte le sue forme: sotto forma di interessi sul capitale di qualsiasi tipo; sotto forma di salario per qualunque lavoro; sotto forma di affitto per qualsiasi cosa: appartamento o terreno, officine o macchine. Dichiarare crimine e delitto lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo. Che chi ha una casa lo dia in alloggio a chi non ce l’ha. Chi ha un pezzo di terra da coltivare permetta di coltivarla a chi lo desidera. Chi possieda una fabbrica, o una macchina, e non la opera, la dia a chiunque voglia farla mettere in produzione. Che i mercati a base comunitaria e libero scambio si sostituiscano al negozio, l’origine della personalità commerciale e dell’usura. Che i nuovi codici, il furto dei colletti bianchi, il furto per sfruttamento sia assimilato al furto del ladro. Che l’usuraio – si chiami proprietario, padrone, banchiere, imprenditore, commerciante – sia relazionato al volgare truffatore e punito come questo. Che si rifacciano le leggi di espropriazione per pubblica utilità, e coloro che lasciano la loro casa vuota, la loro terra incolta, i loro strumenti di lavoro inutilizzati saranno espropriati e che le loro case e strumenti di lavoro vengano consegnati ai lavoratori che ne fanno richiesta.
Sulla famiglia
Prodotto della religione. La famiglia è la base su cui si assestano la proprietà e il governo, l’elemento che li cementa, la linfa che li alimenta, il petto che li nutre.
Stato in miniatura (in cui l’uomo è sovrano e le donne e i bambini sudditi), la famiglia mette costantemente il dovere individuale in contraddizione con la natura e l’interesse materiale in ostilità con la coscienza.
Cosa bisogna fare per distruggere la famiglia?
– Abolire l’eredità, questa mela della discordia che viene passato ai fratelli e trascina al parricidio (…)
– Abolire il matrimonio, questa prostituzione legale, questa tratta di donne che ha sostituito il commercio degli schiavi. Se l’uomo vuole essere libero, deve rivendicare la libertà delle donne, perché chi è stato allattato da una schiava, ha sangue da schiavo nelle sue vene. Chi è stato istruito da uno schiava, avrà idee da schiavo nella sua mente.

Crediti
 • Jean-Paul Sartre •
 • Testamento Politico di Sartre •
  • Traduzione dal francese allo spagnolo di Horacio del Carril •
 • Pinterest • Hans Silvester People of the Omo Valley • Africa •
 • Sergio Parilli •
 • Anna Maria T. •

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