Trasfigurazione (Il Cieco II)Il dipinto intitolato Trasfigurazione (The Blind II) o Entschwebung (Die Blinden II) è stato realizzato da Egon Schiele nel 1915, usando olio su tela. Misura 78 3/4 x 67 3/4 (200 x 172 cm) ed è conservato presso il Leopold Museum di Vienna con il numero di inventario 467. Il dipinto è stato acquisito dal museo nel 1994, provenendo dalla collezione di Rudolf Leopold, che lo aveva acquistato nel 1954 da Arthur Stemmer, un collezionista di Vienna e Londra.

Il dipinto Transfigurazione, realizzato da Egon Schiele nel 1915, rappresenta uno dei suoi autoritratti più enigmatici e ambigui. Schiele si autoritrae in una sorta di abito monacale corto, in una doppia figura che occupa l’intera altezza del grande formato della tela. In primo piano, un prato punteggiato di fiori colorati e ciuffi d’erba indica un orizzonte appena sotto il margine superiore del dipinto. La figura inferiore, con i piedi ancora a contatto con il terreno e gli occhi aperti, sembra ancora legata al mondo terreno, mentre la figura superiore sembra aver perso ogni contatto con le cose del mondo e aver già oltrepassato il confine con l’altro mondo.

Gli occhi della figura superiore sono coperti da palpebre rosse e i tratti del viso e delle dita che si sfiorano debolmente parlano di separazione e morte. Il dipinto rimane uno dei lavori più importanti di Schiele, soprattutto in quanto realizzato poco prima del suo matrimonio con Edith Harms e della sua partenza per il servizio militare.

La Transfigurazione non fu venduta fino alla prematura morte di Schiele, ma fu esposta per la prima volta nell’agosto del 1915 presso la galleria di Guido Arnot a Vienna. L’autoritratto presenta una forma strutturale che si basa su linee parzialmente ininterrotte, attraverso le quali il terreno viene diviso in grandi aree che mediano a livello formale tra la struttura a patchwork del terreno e le forme chiuse del corpo della doppia figura autoritrattistica.

Con questo dipinto, Schiele ha raggiunto uno dei suoi più alti livelli espressivi, riuscendo a cogliere l’essenza dell’essere umano e la sua precarietà. Il dipinto, infatti, rappresenta l’idea di morte, ma anche di trasfigurazione, attraverso l’immagine dell’artista che rappresenta sé stesso come un mistico o un santo che si sta preparando a lasciare questo mondo. La Transfigurazione rimane quindi uno dei lavori più significativi e misteriosi di Schiele, che ci ricorda la sua grande sensibilità artistica e la sua capacità di rappresentare in modo intenso ed emozionante l’esperienza umana.

Il dipinto è stato esposto per la prima volta nel 1915 alla galleria Arnot di Vienna e successivamente alla Secession di Berlino nel 1916. È stato incluso anche nella mostra Österrikiska Konstutställningen a Stoccolma nel 1917. Nel corso degli anni, è stato oggetto di diverse pubblicazioni e mostre, ed è stato incluso in numerose catalogazioni e concordanze.

La composizione del dipinto sembra essere stata influenzata da Schiele da altri suoi lavori precedenti, come Cardinal and Nun e Encounter. Alcuni appunti dell’artista suggeriscono che avrebbe potuto tornare a questo tema in relazione al ciclo del mausoleo che stava preparando nel 1918.

Crediti
 Joe Conta
 Disegni di Schiele
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