⋯  ⋯
In un giardino c’era un melo in fiore
e in questo giardino c’era anche un’ape che s’innamorò
d’uno dei bianchi fiori del melo.

Entrambi s’amarono appassionatamente e si fidanzarono.

Poi l’ape, d’estate, se ne andò e quando tornò
il fiore si era trasformato in un frutto acerbo.

L’ape si desolò, il frutto ne fu addolorato,
ma che fare in simile circostanza!

Nelle rovine della muraglia, sotto il melo
abitava un piccolo e casto topo.

Egli sospirava amorosamente: Oh! frutto delizioso,
se tu mi appartenessi; il mio buco sarebbe un paradiso!

Allora l’ape fedele se ne andò con tristezza; quando tornò il frutto era maturo.

L’ape si desolò e il frutto ne fu addolorato,
ma che fare in simile circostanza!

sotto un tetto vicino al melo, un nido era sospeso,
in questo nido un passero
sospirava amorosamente: O frutto delizioso,

se tu mi appartenessi il mio nido sarebbe un paradiso.
E l’ape si desolò, il frutto ne fu addolorato,
ma che fare in simile circostanza!

Lo stesso topo pianse e il passero si attristò

Un giorno il frutto marcì e il topo morì sospirando.
Il passero pure nel suo nido tacque, e lo trovarono morto
quando tornarono a rinnovare il tetto di paglia.

Quando l’ape tornò, i frutti e i fiori erano scomparsi,
allora essa si rifugiò nell’alveare ove in pace morì lavorando.

Ahimè! tutti questi dolori sarebbero stati risparmiati se l’ape
fosse stata sorcio quando il fiore divenne frutto acerbo.

E tutto sarebbe finito pel meglio se il topo fosse diventato
passero quando il frutto maturò!

Crediti
 • Henrik Ibsen •
 •  •  •  •  • •  •

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